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| Sistema Camerale | |
|---|---|
| Name | Sistema Camerale |
| Native name | Sistema camerale italiano |
| Formation | 1861 |
| Type | Network of public bodies |
| Headquarters | Rome |
| Location | Italy |
| Leader title | President |
Sistema Camerale
Il Sistema Camerale è la rete di Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura italiane e degli organismi collegati che operano nel quadro normativo dello Stato italiano per la valorizzazione delle imprese italiane, la promozione dell'export, la certificazione e la formazione. Nato in epoca postunitaria con legami a norme come il Codice civile italiano e riforme successive, il Sistema Camerale interagisce con istituzioni come il Ministero dello Sviluppo Economico, la Banca d'Italia e la Commissione Europea su politiche industriali e commerciali. Le Camere svolgono attività amministrative, statistiche, di servizio e rappresentanza in connessione con enti come la Confindustria, l'Unioncamere e le associazioni di categoria quali Confcommercio e Confartigianato.
Le origini risalgono al periodo postunitario con provvedimenti del Regno d'Italia e influenze del modello francese delle Chambres de commerce et d'industrie; nel corso del Regno, del periodo fascista e della Repubblica le funzioni furono ridefinite attraverso atti parlamentari come leggi emanate dal Parlamento italiano e decreti-legge del Governo italiano. Dopo la Seconda guerra mondiale le Camere si ricostituirono con interventi che coinvolsero il Consiglio dei Ministri e il Ministero delle Finanze, mentre negli anni '70 e '80 l'azione fu influenzata da organismi europei come la Commissione delle Comunità Europee e l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Riforme più recenti, tra cui interventi legislativi e sentenze del Consiglio di Stato e della Corte costituzionale, hanno ridefinito compiti e autonomie, con momenti chiave legati a piani nazionali come il Piano Nazionale per la Ricerca e la partecipazione a iniziative internazionali promosse dalla Banca Mondiale, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Europea per gli Investimenti.
Il Sistema è composto dalle singole Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura locali coordinate dall'Unioncamere nazionale; include organismi territoriali, consorzi camerali, camere di commercio estere come la Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito, nonché fondazioni e agenzie partecipate. A livello locale operano camere metropolitane, camere provinciali e articolazioni specializzate che cooperano con soggetti come le Regioni italiane (ad es. Regione Lombardia, Regione Sicilia), le Provincia autonoma di Trento e città come Roma, Milano, Napoli e Torino. L'organo di rappresentanza nazionale è l'Unioncamere, mentre strutture tecniche e servizi sono erogati da enti di normazione e enti bilaterali quali l'ENEA, l'Istituto Nazionale di Statistica e l'Istituto per il Commercio Estero.
Le competenze includono tenuta di registri ufficiali come il Registro delle imprese e il rilascio di certificazioni per l'export, servizi informativi, studi economici e statistici, formazione professionale e supporto a iniziative di internazionalizzazione. Le Camere collaborano con organismi europei come la Camera di commercio europea e partecipano a reti internazionali quali la Federazione internazionale delle Camere di commercio; cooperano inoltre con associazioni settoriali come la Federchimica, la Federazione del commercio, la Associazione Bancaria Italiana e gruppi industriali come FIAT/Stellantis, Eni, Leonardo S.p.A. e Pirelli. In ambito giudiziario e arbitrale forniscono servizi come l'Arbitro per le controversie internazionali e sedi arbitrali collegate a istituzioni quali la Camera Arbitrale di Milano.
Il finanziamento deriva da una combinazione di risorse obbligatorie e volontarie: tasse e diritti iscrizione al Registro delle imprese, contributi da imprese e enti, progetti cofinanziati dall'Unione europea (fondi strutturali e programmi come il Fondo europeo di sviluppo regionale), introiti da servizi e partecipazioni in società strumentali. I bilanci camerali sono soggetti a controlli di legittimità e di gestione esercitati da autorità come il Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Corte dei conti e revisori contabili accreditati; interventi di policy possono essere indicati in documenti come la Legge di Bilancio e piani pluriennali approvati dal Consiglio regionale o dal Consiglio dei Ministri.
Le Camere dialogano con istituzioni nazionali e locali come il Ministero delle Politiche Agricole, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Guardia di Finanza per aspetti amministrativi, con enti finanziari come Cassa Depositi e Prestiti e banche nazionali e con gruppi industriali, PMI e associazioni di categoria. Promuovono iniziative congiunte con reti accademiche e centri di ricerca come l'Università Bocconi, l'Politecnico di Milano, l'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) e l'Agenzia ICE per programmi di internazionalizzazione, innovazione e formazione, e collaborano con corpi europei come il Parlamento Europeo e la Commissione Europea su regolamenti e direttive riguardanti il commercio e gli standard.
Il Sistema ha subito critiche su temi di efficienza, rappresentatività e oneri a carico delle imprese, sollevate da soggetti come la Corte dei conti, confederazioni imprenditoriali quali Confindustria e partiti politici come Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Dibattiti parlamentari hanno riguardato riforme proposte in disegni di legge discussi presso il Parlamento italiano e saggi di policy pubblicati da think tank come l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e la Fondazione ENI Enrico Mattei. Proposte di razionalizzazione hanno previsto fusioni di Camere, revisione dei diritti camerali e maggiore focalizzazione su servizi digitali in collaborazione con iniziative come l'Agenda digitale italiana e progetti su piattaforme come quelli promossi da grandi aziende tecnologiche e dalle start-up incubate da poli come l'Incubatore dell'Università di Bologna.
Category:Organizzazioni economiche in Italia