Generated by GPT-5-mini| Ordine dei Giornalisti | |
|---|---|
| Name | Ordine dei Giornalisti |
| Native name | Ordine dei Giornalisti |
| Formation | 1963 |
| Type | Ente pubblico non economico |
| Headquarters | Rome |
| Region served | Italia |
| Language | Italiano |
Ordine dei Giornalisti è l'ente pubblico italiano che regola la professione giornalistica, istituito con norme che hanno interessato il Parlamento, il Governo, il Presidente della Repubblica e la Magistratura. Opera in raccordo con il Consiglio Nazionale dell'Ordine, i Consigli Regionali, le redazioni di testate come RAI, Mediaset, La Repubblica, Corriere della Sera e con soggetti come il Ministero della Giustizia, il Ministero della Cultura, la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato.
La nascita dell'ente è collegata a sviluppi legislativi del periodo repubblicano e a figure parlamentari come i membri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica che intervennero dopo i casi giudiziari e mediatici postbellici; nelle fasi successive l'attività si è intrecciata con istituzioni come il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, la Commissione Parlamentare per l'Informazione e la Comunicazione e organi sindacali come la Federazione Nazionale Stampa Italiana e la Unione Sindacale Giornalisti Rai. Nel tempo la disciplina è stata oggetto di pronunce della Corte Costituzionale e di ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale da parte di testate locali e giornalisti indipendenti. Personaggi pubblici, redazioni e università come l'Università degli Studi di Firenze, l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'Università Cattolica del Sacro Cuore e l'Università degli Studi di Milano hanno contribuito al dibattito su statuto e deontologia. Eventi come il processo su casi di diffamazione, sentenze del Corte d'Appello di Milano e pronunce del Tribunale di Roma hanno segnato tappe fondamentali.
L'ente esercita funzioni regolatorie, disciplinari e di controllo sulle professioni giornalistiche, interfacciandosi con autorità come il Garante per la protezione dei dati personali, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Parlamento Europeo e la Commissione Europea sui temi della libertà dell'informazione e della privacy. Collabora con enti come l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e le redazioni di gruppi editoriali quali RCS MediaGroup, Mondadori, Gruppo Espresso per definire standard deontologici e cataloghi di formazione continua insieme a istituzioni accademiche e ordini professionali come l'Ordine degli Avvocati. Le competenze includono l'aggiornamento professionale, l'adozione di codici deontologici e la verifica dei requisiti necessari all'esercizio professionale secondo norme parlamentari e regolamenti amministrativi.
L'iscrizione richiede il possesso di titoli riconosciuti da università come l'Università di Bologna e l'Università degli Studi di Torino oppure il superamento di esami di abilitazione professionale indetti a rotazione regionale, con procedure che coinvolgono uffici di tribunali locali quali il Tribunale di Venezia o il Tribunale di Napoli. Le categorie comprendono giornalisti professionisti, giornalisti pubblicisti, praticanti e collaboratori riconosciuti da testate come Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore, La Stampa; esistono tutele specifiche per chi lavora in emittenti come Sky Italia e agenzie come Agenzia ANSA e Reuters. L'iscrizione implica l'adesione a obblighi formativi continui promossi con corsi da istituti come il Centro Sperimentale di Cinematografia e scuole di giornalismo ospitate in atenei come l'Università LUISS.
La governance include il Consiglio Nazionale, i Consigli Regionali e commissioni di controllo che dialogano con organismi quali il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Medici per best practice amministrative; la sede centrale è a Roma con presenze in regioni e città capoluogo come Milano, Torino, Napoli, Bologna e Firenze. L'organizzazione si articola in segreterie, uffici legali e commissioni etiche che hanno rapporti con ordini professionali come l'Ordine dei Commercialisti e la Federazione della Stampa Estera in Italia. Le nomine e le elezioni coinvolgono elettori iscritti e talvolta figure di spicco delle redazioni di quotidiani nazionali e locali.
Il regolamento disciplinare stabilisce le infrazioni e le sanzioni, con procedimenti che possono vedere il coinvolgimento di avvocati iscritti all'Ordine degli Avvocati di Roma e udienze davanti a commissioni che agiscono secondo principi vagliati dalla Corte Costituzionale e dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione. I procedimenti partono da esposti di colleghi, associazioni come la Federazione Nazionale della Stampa, da querelle sollevate da editori come Gruppo Gedi o da organi di informazione internazionale come BBC e The New York Times; l'esito può prevedere ammonizioni, sospensioni o cancellazioni dall'albo. In alcuni casi, controversie disciplinari hanno determinato ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale e interventi del Ministero della Giustizia.
L'ente instaura protocolli di intesa con la Polizia Postale, il Ministero dell'Interno, il Consiglio d'Europa e organismi internazionali come l'UNESCO per temi quali protezione delle fonti, accesso agli atti pubblici e tutela del giornalismo investigativo. Interagisce con ordini professionali, commissioni parlamentari e autorità regolatorie in relazione a direttive europee, sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea e normative nazionali che riguardano la libertà di stampa, la responsabilità civile e penale e i diritti connessi all'informazione. Collabora con enti di formazione e associazioni internazionali come il Committee to Protect Journalists e il Reporters Without Borders.
Sono state mosse critiche relative a casi di presunta politicizzazione, conflitti di interesse con gruppi editoriali come Mediaset o RCS MediaGroup, ritardi nei procedimenti disciplinari, dialoghi tesi con sindacati come la Federazione Nazionale Stampa Italiana e tensioni rispetto a nuove piattaforme digitali come Facebook, Google e Twitter. Questioni sollevate hanno riguardato anche la regolazione del giornalismo freelance, la tutela delle fonti in indagini giudiziarie, l'adeguamento a direttive europee e la relazione con istituzioni giudiziarie come il Tribunale di Milano e il Tribunale di Palermo. Critiche sono state presentate in convegni organizzati presso enti come il Senato della Repubblica e discussi in atenei come l'Università degli Studi di Napoli "Federico II".
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