Generated by GPT-5-mini| Istituto Storico Italiano per il Medio Evo | |
|---|---|
| Nome | Istituto Storico Italiano per il Medio Evo |
| Tipo | ente culturale, centro di ricerca storica |
| Fondazione | 1873 |
| Paese | Italia |
| Sede | Roma |
Istituto Storico Italiano per il Medio Evo è un ente nazionale dedicato allo studio della storia medievale italiana ed europea, focalizzato sulla edizione critica di fonti, sulla promozione di ricerche archivistiche e sulla formazione specialistica. Collabora con università, biblioteche e istituzioni patrimoniali per garantire l'accesso a testimoni manoscritti, documenti diplomatici e raccolte diplomatiche, favorendo interscambi con centri di studi internazionali e con progetti di digitalizzazione.
L'istituto nasce nel contesto postunitario accanto a istituzioni come il Ministero della Pubblica Istruzione (Italia), l'Accademia dei Lincei, l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico e le università di Roma, Bologna, Padova e Firenze, rispondendo alle esigenze di raccolta e edizione critica delle fonti medievali dopo l'Unità d'Italia e le leggi sulla tutela dei beni culturali. Nei decenni successivi ha intrecciato relazioni con archivi come l'Archivio di Stato di Firenze, l'Archivio di Stato di Venezia, l'Archivio Segreto Vaticano e biblioteche quali la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Apostolica Vaticana, implicandosi in dibattiti con storici come Giosuè Carducci, Cesare Paoli e Giuseppe Sergi. Durante il XX secolo ha affrontato le trasformazioni determinate dalla Prima Guerra Mondiale, dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla ricostruzione, partecipando a iniziative con istituzioni internazionali come il Comité International de Paléographie Latine e lo Union Académique Internationale.
La missione consiste nella ricerca, edizione e diffusione delle fonti relative ai secoli medievali italiani e transalpini, in dialogo con enti come l'Istituto Storico Germanico e l'École Française de Rome. Le attività scientifiche comprendono l'edizione critica di cartulari, diplomata, cronache e codici che coinvolgono personaggi e istituzioni quali i Carolingî, i Longobardi, l'Impero Romano, il Papato, i Comuni italiani e le corti dei Normanni; la promozione di convegni con partecipazione di studiosi collegati alle università di Torino, Milano, Napoli e Siena; e la formazione tramite seminari con centri specializzati come il Centro di Studi Medievali o l'Istituto per gli Studi Bizantini. L'istituto favorisce inoltre collaborazioni con musei quali i Musei Vaticani e istituzioni culturali come la Sovrintendenza Capitolina.
Tra le collane risultano edizioni critiche, repertori e miscellanee che affiancano pubblicazioni come le serie di documenti diplomatici, i repertori onomastici e le raccolte di atti di convegno, spesso distribuite in collaborazione con editori accademici e istituzioni come la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e le case editrici universitarie. Le collane comprendono edizioni di fonti sullo stesso piano di opere coeve prodotte da soggetti come l'Instituto Histórico e Geográfico Brasileiro o l'École des Chartes, e integrano contributi di specialisti su tematiche relative a fenomeni quali l'urbanizzazione dei Comuni italiani, le riforme gregoriane del Papa Gregorio VII, le dinastie come i Carlo Magno e i rapporti tra i Bizantini e l'Occidente latino. Pubblicazioni di riferimento sono utilizzate da ricercatori impegnati in progetti di storia locale e internazionale.
L'organizzazione è strutturata in direzioni scientifiche, uffici editoriali, servizi archivistici e unità per le relazioni internazionali, che interagiscono con reti come l'International Medieval Congress e le reti di centri di studi europei quali l'European Research Council quando coinvolta in bandi. La sede storica è situata a Roma e si articola in sale di consultazione, spazi per seminari e magazzini per fondi librari e documentari, mantenendo legami logistici con istituzioni come l'Archivio Storico Capitolino e la Biblioteca Angelica. Direttori e consiglieri scientifici nel tempo sono stati figure che hanno rapporti accademici con atenei come la Scuola Normale Superiore di Pisa, l'Università Ca' Foscari Venezia e l'Università degli Studi di Bari.
I progetti includono edizioni diplomatiche, prosopografie, catalogazione di cartulari e iniziative di digital humanities in cooperazione con centri quali il CNR, il Digital Humanities Lab e consorzi universitari europei. Collabora in progetti transnazionali riguardanti la circolazione dei manoscritti tra corti come quelle di Sicilia normanna, gli scambi tra il Regno d'Italia (1861–1946) e istituzioni ecclesiastiche, e studi sulle reti commerciali medievali con soggetti come le compagnie mercantili di Genova e Pisa. Le collaborazioni accademiche si estendono a programmi con l'Università di Cambridge, l'Université de Paris, l'Universität München e istituzioni museali come il Museo Nazionale del Bargello.
Il fondo comprende manoscritti, cartulari, registri notarili e collezioni di documenti diplomatici provenienti da archivi comunali, vescovili e signorili, con testimonianze collegate a figure come Federico II di Svevia, Enrico IV di Germania, Matilde di Canossa e a istituzioni come le abbazie di Montecassino e Cluny. I servizi di consultazione offrono accesso in sede a ricercatori e studenti, reproduzioni digitali e servizi di riproduzione cooperando con enti come la Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino; sono previsti regolamenti per la consultazione e progetti di conservazione affrontati con laboratori di restauro e istituti come il Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali. Cataloghi e inventari supportano ricerche prosopografiche e topografiche che coinvolgono studiosi impegnati in edizioni critiche e nelle ricognizioni archivistiche su scala nazionale e internazionale.
Category:Storia medievale Category:Istituti di ricerca in Italia