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| Servizio Nazionale 118 | |
|---|---|
| Nome | Servizio Nazionale 118 |
| Paese | Italia |
| Tipo | Sistema regionale di emergenza sanitaria |
| Fondazione | Anni 1980–1990 |
| Territorio | Regioni d'Italia |
| Lingue | Italiano |
| Sede | Ministero della Salute / servizi regionali |
| Personale | Medici, infermieri, operatori sanitari |
| Mezzi | Ambulanze, automediche, eliambulanze |
Servizio Nazionale 118 Il Servizio Nazionale 118 è il sistema di risposta alle urgenze sanitarie in Italia, nato nel contesto delle riforme sanitarie italiane degli anni 1980–1990 e articolato su reti regionali collegate a centrali operative, ospedali ed enti locali. Opera in sinergia con il Ministero della Salute (Italia), le Regioni italiane e le aziende sanitarie locali come le ASL, interfacciandosi con le forze dell'ordine come la Polizia di Stato, i Carabinieri e i corpi di soccorso come il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
L'origine del servizio si collega a iniziative regionali promosse dopo la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale e le riforme della Legge 833/1978; la diffusione capillare avvenne tramite piani regionali come quelli delle Regione Lombardia, Regione Lazio e Regione Piemonte. L'evoluzione tecnica e normativa ha visto il coinvolgimento di istituzioni come il Consiglio dei Ministri e il Parlamento Italiano attraverso leggi e decreti, con punti di riferimento operativi negli ospedali universitari di Policlinico Gemelli, Ospedale Sant'Andrea (Roma), Ospedale Maggiore Policlinico (Milano) e altri centri di riferimento. Influenze internazionali includono confronti con i modelli del National Health Service e del Emergency Medical Services statunitense.
La struttura operativa si articola in centrali operative territoriali, postazioni di soccorso, servizi di elisoccorso e reparti ospedalieri specialistici come i Pronto soccorso dei grandi ospedali e le unità di Rianimazione. Soggetti attuatori comprendono le Aziende sanitarie locali (ASL), le Aziende ospedaliere e le organizzazioni di volontariato quali la Croce Rossa Italiana e la Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze. Il coordinamento nazionale passa attraverso tavoli tecnici presso il Ministero della Salute (Italia) e organismi di indirizzo coinvolgenti le Regioni e le rappresentanze sindacali come la Federazione Nazionale dei Medici.
Il servizio assicura il primo intervento sanitario per emergenze mediche e traumi, il trasporto in pronto soccorso e il supporto nelle maxi-emergenze come terremoti e incidenti stradali, coordinandosi con strutture specialistiche di riferimento quali i centri trauma pediatrici e centri per l'ictus. Interviene in scenari urbanizzati e rurali, opera su chiamata da numeri di emergenza e gestisce triage telefonico nelle centrali operative che cooperano con enti quali il Ministero dell'Interno (Italia), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Italia), e i centri antiveleno come i servizi ospedalieri universitari.
Il coordinamento interistituzionale coinvolge le forze armate in operazioni di protezione civile, la Protezione Civile (Italia), i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale e le organizzazioni di volontariato, oltre agli enti aeroportuali e portuali per l'elisoccorso e i trasferimenti secondari. Nei grandi eventi collabora con enti sportivi come il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e con organizzazioni internazionali quali la Organizzazione Mondiale della Sanità per protocolli di assistenza in contesti internazionali e di massa.
Il personale medico opera con specializzazioni in Anestesiologia e Rianimazione, Medicina d'Urgenza, Cardiologia e Chirurgia Toracica; gli infermieri seguono percorsi riconosciuti dalle università come quelle di Università degli Studi di Roma "La Sapienza", Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Bologna e Università degli Studi di Padova. La formazione continua coinvolge enti accademici, società scientifiche come la Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza e centri di simulazione clinica, con corsi ACLS e PALS riconosciuti a livello internazionale. Le qualifiche degli autisti-soccorritori e dei tecnici di elisoccorso si riferiscono a standard stabiliti da organismi come l'European Resuscitation Council e dal Ministero della Salute (Italia).
Le dotazioni includono ambulanze di base e avanzate, automediche, eliambulanze operate da enti quali le Regioni e i servizi aeroportuali, defibrillatori semiautomatici e apparecchiature per ventilazione meccanica. L'integrazione con sistemi informatici regionali e reti di telemedicina coinvolge piattaforme ospedaliere, sistemi di geolocalizzazione e protocolli interoperabili con istituzioni come il Sistema Pubblico di Identità Digitale e reti di emergenza europee. La ricerca tecnologica è promossa da centri come l'Istituto Superiore di Sanità e università tecniche impegnate in progetti di innovazione.
Sfide persistenti riguardano la variabilità regionale nella copertura del servizio tra territori come le Regione Sicilia e la Regione Lombardia, i tempi di intervento nelle aree rurali e la carenza di personale rispetto alle direttive dell'Unione europea; questioni sollevate da associazioni sindacali e da enti come la Corte dei Conti e il Garante per la protezione dei dati personali includono trasparenza, finanziamento e privacy dei dati clinici. Le riforme in corso mirano a uniformare protocolli, potenziare l'elisoccorso, sviluppare reti tempo-dipendenti per ictus e infarto con hub riconosciuti come i centri cardiochirurgici e neuroloci, e a promuovere progetti europei di cooperazione sanitaria transfrontaliera con partner come la Commissione Europea e l'Agenzia Europea per i Medicinali.
Category:Servizi di emergenza sanitaria