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| Registro degli Orazi | |
|---|---|
| Titolo | Registro degli Orazi |
| Lingua | Italiano |
| Data pubblicazione | XV secolo (compilazione) |
| Luogo | Roma |
| Genere | Registro catastale / Anagrafe |
| Formato | Manoscritto pergamenaceo |
Registro degli Orazi Il Registro degli Orazi è un documento amministrativo e catastale di origine romana compilato nel XV secolo a Roma che registra famiglie, proprietà e obblighi fiscali riferiti a una porzione urbana e periurbana; la sua redazione è collegata a pratiche fiscali note in periodi segnati da riforme e conflitti. Il registro interseca attori istituzionali come il Senato della Repubblica di Venezia, la Camera Apostolica, la Curia romana e funzionari legati alla gestione delle entrate, e si colloca nel contesto più ampio di inventari e registri analoghi come il Liber Censuum e il Catasto fiorentino.
Il documento nasce in un periodo segnato da tensioni fra famiglie patrizie come gli Orsini, gli Colonna, gli Sforza e istituzioni sovracomunali quali lo Stato della Chiesa e la Signoria di Milano, mentre l'Italia è teatro di interventi stranieri come quelli del Regno di Francia e del Sacro Romano Impero. La compilazione del registro si inserisce nelle pratiche amministrative che rispondono a esigenze fiscali e militari documentate anche in atti del Concilio di Trento e corrispondenze tra agenti come i rappresentanti della Camera Apostolica e gli ufficiali della Rota Romana. Elementi del registro riflettono procedure già presenti nel Liber Pontificalis e nella tradizione dei registri papali, richiamando parallelismi con pratiche senatoriali descritte nelle cronache di famosi cronisti e diplomatici come Flavio Biondo, Ludovico Ariosto e inviati come Niccolò Machiavelli.
Il testo è organizzato in voci catastali che nominano proprietari riconducibili a famiglie quali gli Matrangola, i Farnese, i Borghese, descrivendo beni immobili, redditi e obbligazioni verso istituzioni come la Camera Apostolica e confraternite tra cui la Compagnia di Gesù. La struttura del manoscritto presenta sezioni anagrafiche, elenchi di beni immobili e rendite, tabelle delle quote tributarie e note su prestiti e pegni che ricordano registrazioni presenti in archivi come l'Archivio Segreto Vaticano e l'Archivio di Stato di Firenze. Ciascuna voce riporta nomi di strade e luoghi come il Campidoglio, il Trastevere, la Regola e borghi periferici collegati a transazioni con mercanti come i Medici, gli Strozzi e i Peruzzi.
Il registro svolge funzioni di controllo fiscale e di mobilitazione delle risorse in vista di esigenze di difesa e manutenzione urbana, interagendo con uffici e ordini come la Camera della Deputazione, il Senato veneziano e ordini religiosi come i Francescani e i Benedettini. Attraverso la registrazione delle famiglie e delle proprietà, il documento incide sulle relazioni fra casate come gli Aldobrandeschi, i Savelli, i Della Rovere e istituzioni mercantili quali le compagnie di assicurazione e credito all'epoca in contatto con case bancarie come i Bank of Venice e i banchieri fiorentini. La rilevanza sociale emerge nelle pratiche di successione, dote e patronato che coinvolgono anche ordini militari come i Cavalieri di Malta e amministrazioni comunali quali il Comune di Siena.
Gli esemplari conosciuti sono conservati in fondi come l'Archivio Segreto Vaticano, l'Archivio di Stato di Roma e raccolte private legate a famiglie come i Borghese e i Corsini, oltre a copie citate in inventari come quelli del Bibliotheca Apostolica Vaticana e dell'Archivio Storico Capitolino. Le carte presentano formule paleografiche simili a quelle rintracciabili nei registri notarili di città come Napoli, Genova e Firenze, consentendo confronti con catasti come il Catasto dello Stato Pontificio e il Catasto Estense. L'analisi codicologica ha coinvolto studiosi e istituzioni come l'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, l'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e conservatori formatosi presso accademie come l'Accademia dei Lincei.
La bibliografia e gli studi critici coinvolgono storici e archivisti che hanno messo a confronto il registro con indagini su fiscalità e società condotte da studiosi interessati a fenomeni presenti in opere sulla finanza pubblica e sul potere locale come quelle riferite a Bartolomeo Sacchi, Girolamo Savonarola e citazioni in corrispondenze diplomatiche di figure come Cesare Borgia e Lucrezia Borgia. Interpretazioni recenti collocano il registro nell'ambito delle trasformazioni fiscali premoderne studiate da istituzioni come l'European Research Council e centri di ricerca universitari come l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'Università di Bologna e l'Università di Firenze. Le critiche si concentrano su limiti metodologici, comparabilità con fonti coeve come il Quaderno di San Marco e la rappresentatività dei campioni analizzati rispetto a casi di studio su famiglie come i Pazzi o il patrimonio di ordini religiosi come i Cistercensi.
Category:Manoscritti medievali Category:Archivi storici italiani