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| Federazione Italiana Lavoratori Chimici | |
|---|---|
| Name | Federazione Italiana Lavoratori Chimici |
| Native name | Federazione Italiana Lavoratori Chimici |
| Founded | 1940s |
| Location country | Italy |
| Affiliation | Confederazione Generale Italiana del Lavoro |
| Headquarters | Milano |
| Key people | Bruno Buozzi; Agostino Novella; Giorgio Napolitano |
| Members | ca. tens of thousands |
Federazione Italiana Lavoratori Chimici
La Federazione Italiana Lavoratori Chimici nacque come organizzazione rappresentativa dei lavoratori dell'industria chimica italiana e si affermò nel panorama sindacale insieme a realtà come Confederazione Generale Italiana del Lavoro, Unione Italiana del Lavoro e Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, instaurando relazioni con istituzioni come Ministero dell'Industria e del Commercio e enti regionali quali Regione Lombardia e Regione Piemonte. Fondata nel secondo dopoguerra, la Federazione operò in contesti segnati da protagonisti politici e sindacali come Palmiro Togliatti, Giorgio Amendola, Bruno Buozzi e contese industriali con gruppi come ENI, Montecatini, ENEL e Fiat. Nel corso dei decenni dialogò con organismi internazionali quali International Labour Organization e European Trade Union Confederation.
Le origini affondano nel periodo post-1945, quando movimenti sindacali guidati da esponenti come Agostino Novella e influenze politiche di Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano promuovevano la rappresentanza operaia nelle grandi aziende chimiche controllate da società come Montecatini Edison e Ansaldo. Negli anni Cinquanta la Federazione affrontò lotte salariali e scioperi in stabilimenti di Genoa, Turin, Milan e Livorno, confrontandosi con direzioni industriali e organi parlamentari come la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Durante gli anni Sessanta e Settanta prese parte a campagne nazionali su sicurezza sul lavoro coordinate con enti come Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro e con organizzazioni europee come European Chemical Employers Group. Negli anni Ottanta e Novanta la Federazione ristrutturò le proprie strategie a fronte di riforme legislative approvate in sedi come Palazzo Madama e mutamenti aziendali promossi da gruppi come Solvay e BASF.
La struttura interna si articolava in livelli territoriali e settoriali con segreterie regionali presenti in città quali Roma, Naples, Turin, Bologna e Genoa e commissioni settoriali dedicate a comparti rappresentati da aziende come Enichem e Montecatini. L'organigramma prevedeva un congresso nazionale, consigli direttivi e comitati esecutivi composti da delegati eletti dagli iscritti provenienti da luoghi di lavoro sottoposti a procedure di rappresentanza regolamentate anche da normative come lo Statuto dei Lavoratori. Rapporti di collaborazione furono stabiliti con enti di formazione professionale come ENI Corporate University e istituti di ricerca applicata come Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per iniziative tecniche e programmi formativi.
La Federazione partecipò a contrattazioni collettive nazionali e integrative territoriali contrattando contratti collettivi nazionali di lavoro con confederazioni datoriali come Confindustria e associazioni di settore come Federchimica, imponendo tutele su temi trattati in sedi legislative come Palazzo Chigi e organismi amministrativi quali INPS. Le campagne sindacali inclusero mobilitazioni sul tema della sicurezza chimica nelle fabbriche, accordi su orari di lavoro e retribuzioni, nonché piani di riqualificazione professionale negoziati con società multinazionali come Bayer e DuPont. In casi di crisi industriale la Federazione avviò procedure di cassa integrazione e ammortizzatori sociali interloquendo con istituzioni come Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con enti di mediazione come Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.
Sul piano nazionale la Federazione mantenne alleanze e tensioni con organizzazioni come CGIL, CISL e UIL e tessé reti con partiti politici e movimenti sindacali internazionali quali Socialist International e Communist Party of Italy (historic). Collaborò in campagne con ONG e associazioni ambientaliste che operavano in aree industriali complesse coordinate da enti come Legambiente e Greenpeace Italia, confrontandosi con amministrazioni comunali di poli chimici come Marghera, Priolo Gargallo e Porto Marghera. I rapporti politici si estesero anche a protocolli con istituzioni europee come il Consiglio d'Europa e gruppi parlamentari del Parlamento Europeo.
Tra i dirigenti e le figure di rilievo che animarono la Federazione figurano esponenti sindacali e politici noti come Bruno Buozzi, Agostino Novella, esponenti della sinistra sindacale e quadri provenienti da esperienze in aziende quali Montecatini e ENI. Alcuni leader consolidarono relazioni con leader politici nazionali come Alcide De Gasperi, Giovanni Goria e Giulio Andreotti e con rappresentanti europei in organismi come European Commission per questioni di regolamentazione industriale. Figure tecniche provenivano da istituti come Politecnico di Milano e Università degli Studi di Bologna, contribuendo con competenze su sicurezza, chimica industriale e politiche del lavoro.
La Federazione influenzò norme su sicurezza industriale e pratiche contrattuali che interessarono stabilimenti di grandi gruppi come Montecatini, ENI, Solvay e BASF, promuovendo protocolli che coinvolsero organismi regolatori come Istituto Superiore di Sanità e programmi europei coordinati dalla European Agency for Safety and Health at Work. Il ruolo sindacale favorì la nascita di forme di rappresentanza aziendale e modelli contrattuali replicati in comparti limitrofi come la farmaceutica con aziende come Chiesi Farmaceutici e Recordati, oltre a influire su processi di riconversione territoriale in aree interessate da crisi come Tuscany e Sicily. Le iniziative della Federazione si riflettono in dossier depositati presso organi parlamentari come commissioni del lavoro e in pratiche di responsabilità sociale d'impresa adottate da imprese coinvolte in progetti con istituti come CNR.