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| Federazione Italiana Giornali Cinematografici | |
|---|---|
| Nome | Federazione Italiana Giornali Cinematografici |
| Tipo | Associazione professionale |
| Fondazione | 20º secolo |
| Sede | Italia |
| Settore | Cinema |
Federazione Italiana Giornali Cinematografici è stata un'associazione italiana che riuniva redazioni, giornalisti e editori dedicati alla stampa cinematografica; nel corso del XX secolo ha agito come punto di riferimento per relazioni tra periodici, cinema e istituzioni. La Federazione ha interagito con enti e personalità del panorama culturale italiano come Cinecittà, Centro Sperimentale di Cinematografia, Istituto Luce, e con esponenti della critica come Piero Piccioni, Vittorio De Sica, Federico Fellini e Luchino Visconti. Attraverso congressi, riviste e contratti collettivi ha influenzato pratiche editoriali e rapporti con case di produzione come Titanus, Cineriz, Rizzoli e RAI.
La nascita della Federazione si colloca in un contesto segnato da trasformazioni culturali che coinvolsero ambienti come Milano, Roma, Torino e Napoli e figure di rilievo quali Giovanni Agnelli e Enrico Mattei per gli intrecci industriali; nel primo dopoguerra la stampa cinematografica si espanse grazie a testate e periodici promossi da editori come Mondadori e Rizzoli, mentre nelle stagioni successive l'istituzione ha dialogato con festival internazionali quali il Festival di Venezia, il Festival di Cannes e il Festival di Berlino. Durante gli anni del neorealismo la Federazione si rapportò a registi come Roberto Rossellini e sceneggiatori come Cesare Zavattini; negli anni Sessanta e Settanta lavorò su temi di diritto d'autore con giuristi e istituzioni come il Ministero dei Beni Culturali e organismi sindacali come la CGIL e la CISL. Le vicende successive hanno visto la Federazione confrontarsi con la crisi delle copie cartacee e la diffusione di reti come Mediaset e piattaforme internazionali legate a studi come Paramount Pictures e Warner Bros..
La Federazione era strutturata in organi statutari tipici di associazioni professionali, con un consiglio direttivo composto da rappresentanti di testate nazionali e regionali come Il Giornale, La Stampa, Corriere della Sera, Il Manifesto e da delegati di riviste specialistiche come Bianco e Nero e Cinema Nuovo. Al vertice si alternarono presidenti provenienti da ambienti editoriali e accademici, spesso in contatto con istituzioni come l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico e il Politecnico di Milano per seminari sulla comunicazione. La Federazione manteneva commissioni permanenti per etica, formazione e contratti, e uffici di collegamento con enti internazionali come la FIPRESCI e la FIAPF; a livello territoriale funzionavano sezioni locali con sedi in città quali Venezia, Bologna, Palermo e Bari.
Tra le attività principali figuravano l'organizzazione di convegni, la promozione di corsi di formazione per critici e giornalisti e la pubblicazione di bollettini e riviste specialistici che dialogavano con testate come L'Espresso, Sette, Oggi e pubblicazioni accademiche collegate a nomi come Goffredo Fofi e Mauro Bonazzi. La Federazione curava cataloghi di programmi e schede tecniche per anteprime e rassegne, collaborando con sale storiche come il Cinema Apollo e circuiti di distribuzione come The Walt Disney Company Italy e Eagle Pictures. Ha edito linee guida deontologiche utilizzate da redazioni come quella di Vanity Fair Italia e promosse raccolte di saggi su autori come Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Sergio Leone e attori come Marcello Mastroianni.
La Federazione ha svolto funzioni di mediazione tra stampa, produttori e distributori, influenzando politiche editoriali e strategie promozionali adottate da società come Cecchi Gori e Medusa Film; ha contribuito alla definizione di meccanismi di accreditamento presso festival come il Taormina Film Fest e il Giffoni Film Festival, e ha partecipato a tavoli con istituzioni finanziarie quali la Cassa per il Mezzogiorno e fondazioni culturali come la Fondazione Cariplo per iniziative di sostegno. Nella promozione del patrimonio ha collaborato con archivi come l'Archivio Luce e musei quali la Cineteca di Bologna, promuovendo restauri e retrospettive su titoli di case come Lux Film e opere di critici internazionali legati a nomi come Andre Bazin.
La Federazione organizzava convegni scientifici che ospitavano relatori provenienti da istituzioni come l'Università La Sapienza, l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l'Università Ca' Foscari Venezia, e promuoveva premi giornalistici che venivano assegnati in collaborazione con festival e sponsor come Ente dello Spettacolo e compagnie come BolognaFiere. Tra le collaborazioni più significative vi furono progetti con la Fondazione Museo Nazionale del Cinema e programmi con la Commissione Europea nel quadro di iniziative culturali transnazionali, oltre a scambi con associazioni straniere come la British Film Institute e la Cinémathèque Française.
La Federazione è stata oggetto di critiche su conflitti d'interesse tra redazioni e case di produzione, con polemiche che coinvolsero testate come Il Giornale d'Italia e network televisivi come RAI; inoltre sono emerse controversie relative alla rappresentatività delle sezioni regionali e alla trasparenza nella gestione dei fondi, con interventi di organismi come il Parlamento Italiano e denunce avanzate da sindacati giornalistici quali la FNSI. Critiche aggiuntive riguardarono l'adattamento ai nuovi media e accuse di conservatorismo nei confronti di movimenti culturali giovanili rappresentati in festival come il Venice Film Festival Critics' Week e rassegne indipendenti sostenute da circuiti come Microcinema.
Category:Associazioni del cinema in Italia