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| Classificazione delle attività economiche (ATECO) | |
|---|---|
| Name | Classificazione delle attività economiche (ATECO) |
| Type | Nomenclatura statistica |
| Country | Italia |
| Maintained by | Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) |
| Based on | Nomenclature statistique des activités économiques (NACE) |
Classificazione delle attività economiche (ATECO) La Classificazione delle attività economiche (ATECO) è la nomenclatura ufficiale utilizzata in Italia per codificare le attività produttive ai fini statistici, fiscali e amministrativi. Collegata a standard internazionali, l'ATECO è adottata da enti come l'ISTAT, l'Agenzia delle Entrate e il Ministero dell'Economia e delle Finanze, e interagisce con sistemi di classificazione usati dalla Commissione Europea, dall'OCSE e dall'ONU.
L'adozione dell'ATECO deriva dall'armonizzazione europea promossa dalla Commissione Europea negli anni '70 e '90, con radici nella classificazione NACE sviluppata dall'Eurostat e formalizzata in accordi tra Consiglio d'Europa e Commissione delle Comunità Europee. Le revisioni italiane sono da attribuire all'ISTAT in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e l'Agenzia delle Entrate, che hanno recepito aggiornamenti legati a deregulation come le riforme introdotte sotto governi quali quelli di Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi e a direttive europee successive. Eventi internazionali come l'allargamento dell'Unione europea e crisi globali gestite dall'FMI hanno influenzato le revisioni, come pure iniziative congiunte con la Banca d'Italia e la Corte dei conti su reporting statistico.
La struttura ATECO è gerarchica e alfabetica, articolata in sezioni, divisioni, gruppi, classi e categorie, ispirata al sistema NACE e compatibile con la ILO e le tabelle della Banca Mondiale. I codici sono numerici e decimali, con livelli di granularità utilizzati nelle anagrafi dell'INPS, nelle dichiarazioni dell'Agenzia delle Entrate e nelle banche dati di istituzioni come il Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Documenti tecnici dell'ISTAT definiscono le corrispondenze con nomenclature quali la SIC del ONS e la NAICS gestita dal U.S. Census Bureau.
I criteri classificatori sono basati su prodotto principale, processo produttivo e destinazione d'uso, criteri formalizzati in raccomandazioni dell'Eurostat e dell'ONU. L'ISTAT esegue revisioni periodiche consultando stakeholder come la Confindustria, la Confcommercio, le associazioni di categoria come la Camera Nazionale della Moda Italiana e organismi sindacali quali la CISL e la CGIL. Aggiornamenti recenti hanno riguardato settori emergenti come le tecnologie digitali mappate da organismi come l'ETSI e l'European Commission DG CONNECT, nonché attività finanziarie regolamentate da autorità come la Banca Centrale Europea.
L'ATECO è utilizzata per la compilazione delle statistiche ufficiali dell'ISTAT, per il rilascio di autorizzazioni da parte del Ministero della Salute o del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per il calcolo dei contributi previdenziali presso l'INPS e per la determinazione di aliquote dall'Agenzia delle Entrate. È impiegata nei processi di autorizzazione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nei registri della Camera di Commercio, nelle analisi condotte dalla Banca d'Italia e nelle notifiche statistiche trasmesse alla Commissione Europea. Entità pubbliche come il Ministero della Giustizia e la Protezione Civile usano codifiche ATECO per classificare fornitori e servizi nei bandi gestiti da organismi come l'Autorità Nazionale Anticorruzione.
Pur essendo compatibile con la NACE, l'ATECO presenta adattamenti nazionali simili alle conversioni effettuate dalla Statistics Canada per la NAICS o dal U.S. Bureau of Labor Statistics per la SIC. Differenze riguardano la granularità in settori specifici come l'industria agroalimentare regolata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e le attività culturali collegate al Ministero della Cultura. Relazioni tecniche tra ATECO, NACE, NAICS e SIC sono oggetto di comparazioni condotte da istituti come l'OECD e l'Eurostat per garantire armonizzazione nelle statistiche internazionali.
L'utilizzo di ATECO influisce sulla qualità dei dati per istituzioni come l'ISTAT, la Banca d'Italia, il MEF e la Commissione Europea, condizionando decisioni politiche su incentivi fiscali promossi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze o interventi settoriali valutati dalla Banca Mondiale. Analisi di produttività e occupazione condotte da centri di ricerca come il Censis, il ISID e università come la Università Bocconi si basano su codifiche ATECO per comparazioni temporali e studi di impatto delle direttive emanate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea.
Critiche rivolte all'ATECO provengono da stakeholder quali la Confindustria e le associazioni professionali per la lentezza degli aggiornamenti rispetto a innovazioni promosse da aziende come Enel o Leonardo S.p.A., e per difficoltà di classificazione in settori ibridi come le piattaforme digitali gestite da società analoghe a Amazon o Google. Limiti metodologici sono segnalati in studi condotti da centri come il Censis e la Fondazione Luigi Einaudi che richiedono integrazioni con banche dati internazionali del World Economic Forum e normative europee per migliorare comparabilità e tempestività.
Category:Statistica economica Category:Registri amministrativi Category:Italia