Generated by GPT-5-mini| Atlante dei Vini d'Italia | |
|---|---|
| Titolo | Atlante dei Vini d'Italia |
| Autore | Denisovan placeholder |
| Lingua | Italiano |
| Genere | Enologia, Guida |
| Editore | Placeholder Editore |
| Data pubblicazione | Placeholder anno |
| Pagine | Placeholder |
| ISBN | Placeholder |
Atlante dei Vini d'Italia
LAtlante dei Vini d'Italia è una guida enciclopedica italiana dedicata ai vini italiani e alle denominazioni di origine, concepita per operatori del settore, sommelier, enologi e appassionati; nelle sue pagine confronta aziende vinicole, vitigni, consorzi e territori attraverso schede organiche. La guida si colloca nel panorama delle pubblicazioni specializzate insieme a opere come Gambero Rosso, Guida Oro de L'Espresso, Decanter, Wine Spectator e The World of Fine Wine, dialogando con istituzioni come Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Unione Italiana Vini e Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare.
La genesi della guida è stata influenzata da figure e realtà come Carlo Petrini, Slow Food, Federdoc, Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino, Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e dalla tradizione editoriale italiana rappresentata da case come Giunti Editore, Mondadori, Rizzoli, Il Sole 24 Ore e Gruppo Editoriale L'Espresso. Nel corso degli anni la pubblicazione ha incrociato percorsi comuni con eventi come Vinitaly, ProWein, Prowein, Vinexpo e manifestazioni regionali promosse da enti come Regione Toscana, Regione Piemonte, Regione Veneto e Regione Sicilia. Direttori e curatori provenienti da realtà accademiche come l'Università di Pisa, l'Università degli Studi di Milano, l'Università degli Studi di Verona e l'Università degli Studi di Torino hanno contribuito a definire il profilo scientifico e divulgativo della pubblicazione.
La struttura tipica include schede aziendali, profili dei vitigni e cartografie che rimandano a istituzioni come il Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero, il Consorzio Tutela Prosecco, la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e enti di promozione come ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Le sezioni dedicate a vitigni autoctoni mettono in relazione nomi come Nebbiolo, Sangiovese, Barbera, Aglianico e Nero d'Avola con produttori come Gaja, Antinori, Masi Agricola, Marchesi di Barolo, Planeta e istituzioni storiche come il Museo del Vino di Barolo. All'interno si rinvengono comparazioni tra aree come Chianti Classico, Barolo, Brunello di Montalcino, Amarone della Valpolicella e denominazioni minori tutelate da consorzi e camere di commercio locali.
La guida adotta protocolli che dialogano con standard internazionali e nazionali promossi da enti come l'OIV, l'International Organisation of Vine and Wine, l'Associazione Italiana Sommelier, il Courtage de dégustation e laboratori universitari. Le prove alla cieca sono svolte in sale di degustazione in collaborazione con sommelier iscritti all'AIS, assaggiatori riconosciuti dall'ONAV e tecnici iscritti all'Ordine dei Tecnologi Alimentari; il metodo considera parametri sensoriali come aspetto, profumo, gusto, struttura e persistenza, confrontando risultati con scale di valutazione simili a quelle utilizzate da Robert Parker, Jancis Robinson, James Suckling e Decanter World Wine Awards. I punteggi e le note sono corredati da riferimenti a disciplinari di produzione redatti da Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, regolamenti comunitari della Commissione Europea e specifiche dei Consorzi di Tutela.
L'approccio geografico segue la mappatura delle regioni viticole italiane riconosciute dalla normativa nazionale e comunitaria, includendo aree come Piemonte, Toscana, Veneto, Sicilia, Puglia, Campania, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lazio, Umbria, Liguria, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Molise. Le cartografie integrano riferimenti a denominazioni DOP e IGP quali Prosecco DOC, Chianti Classico DOCG, Montepulciano d'Abruzzo DOC, Etna DOC, Vermentino di Sardegna DOC e indicano territori storici come Langhe, Montalcino, Valpolicella, Soave e Vulture. Collaborazioni con amministrazioni locali e enti come Regione Sardegna, Provincia Autonoma di Bolzano, ENIT e una rete di consorzi garantiscono l'ampiezza della copertura.
Le edizioni successive si sono adeguate ai cambiamenti del settore mettendo a confronto annate e scelte aziendali con riferimenti a istituzioni e personaggi come Giovanni Battista Vico (in ambito culturale), critici come Antonio Galloni, Kerin O'Keefe, giornali specialistici come La Repubblica, Corriere della Sera, Il Giornale e piattaforme internazionali come Vinous, Wine-Searcher e Vivino. Le revisioni editoriali tengono conto di eventi fitosanitari documentati da Agea, innovazioni tecnologiche promosse da laboratori come ENEA e politiche europee legate alla PAC gestite dalla Commissione Europea.
La guida ha suscitato dibattiti tra critici, produttori e associazioni come Confagricoltura, Coldiretti, Confcooperative, Federazione Nazionale Pro Loco d'Italia e studenti di corsi sommelier presso istituzioni quali l'Istituto Alberghiero di Rimini o l'Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione. Recensioni apparse su riviste come Gambero Rosso Magazine, Decanter, The Guardian, The New York Times e sulle colonne di testate economiche hanno messo in luce l'influenza della pubblicazione su mercati d'esportazione orientati verso paesi rappresentati da ambasciate e camere di commercio come la Camera di Commercio Italiana per la Francia, Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito e istituzioni diplomatiche. L'impatto è visibile nelle politiche di marketing dei produttori, nelle scelte enologiche di cantine storiche come Antinori, Gaja e Conterno Fantino e nella valorizzazione di microzone vinicole promosse da enti locali e consorzi.
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