This article was accepted into the corpus but its outbound wikilinks were never NER-processed — typical at the deepest BFS hop or when the run's entity cap was reached. No expansion funnel to show.
| Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna | |
|---|---|
| Nome | Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna |
| Tipo | Ente di tutela |
| Fondazione | XX secolo |
| Sede | Cagliari |
| Competenza | Regione Sardegna |
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna. L'ente regionale con competenza sui beni archeologici della Sardegna svolge funzioni di tutela, ricerca e valorizzazione su siti nuragici, punici, romani e medievali, operando tra Cagliari, Sassari e Oristano con interlocuzioni istituzionali a livello nazionale e internazionale. Le attività istituzionali coinvolgono soprintendenze, musei civici e università, coordinando campagne di scavo, inventario dei beni e programmi di conservazione sostenibile.
La storia dell'ente trae origine da riforme amministrative successive a interventi legislativi come il Codice dei beni culturali e del paesaggio e direttive del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; il percorso storico è intrecciato con istituzioni quali il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il Museo Nazionale G. A. Sanna, il Parco Archeologico di Nora e il Parco Nazionale dell'Asinara. Figure professionali come archeologi formati all'Università degli Studi di Cagliari, storici collaboratori di enti come il Consiglio Nazionale delle Ricerche e soprintendenti succeduti hanno contribuito a definire protocolli mutuati da esperienze europee come quelle dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, del British Museum, del Louvre e del Museo Archeologico di Napoli. L'azione si è sviluppata in sinergia con amministrazioni locali quali il Comune di Cagliari, la Provincia di Sassari e la Regione Autonoma della Sardegna.
L'organizzazione prevede uffici specialistici dedicati a Pianificazione, Tutela, Catalogazione, Restauro e Vigilanza, interfacciandosi con strutture accademiche come l'Università di Sassari, l'Università degli Studi di Firenze e l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Le competenze comprendono rilievi, carte archeologiche, procedure autorizzative e piani di gestione per aree come il Sito di Tharros, il Complesso nuragico di Barumini, il Sito di Sant'Antioco e il Castello di Sanluri, con obblighi normativi verso enti quali il Ministero dell'Interno nei casi di emergenza, l'UNESCO per i beni iscritti e la Commissione Europea per fondi e programmi. L'ente collabora con istituzioni private come la Fondazione Banco di Sardegna e con network internazionali come l'ICOMOS e l'ICCROM.
Tra i siti di competenza figurano i complessi nuragici di Su Nuraxi di Barumini, il sito fenicio-punico di Tharros, l'area archeologica di Nora, le necropoli di Monte Sirai, i insediamenti di Tiscali, le fortificazioni di Bosa, le testimonianze romane a Cagliari (municipium), i reperti medievali conservati nel Duomo di Oristano e le aree monumentali dell'Anfiteatro romano di Cagliari. Interventi di emergenza e campagne di scavo hanno coinvolto team provenienti dal British Institute at Ankara, dall'École française de Rome e dal Max Planck Institute for the Science of Human History, con attività congiunte a finanziamenti di programmi quali Horizon 2020, LIFE Programme e progetti bilateralmente cofinanziati con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Le attività scientifiche includono studi stratigrafici, analisi archaeobotaniche, datazioni radiometriche con laboratori come il CNR-ISPC, studi antropologici su resti umani con il coinvolgimento dell'Istituto Nazionale di Antropologia e progetti interdisciplinari con dipartimenti di archeometria dell'Università di Bologna e dell'Università degli Studi di Padova. Collaborazioni accademiche hanno prodotto pubblicazioni con editori come Erma di Bretschneider, Scienze e Lettere, e riviste peer-reviewed quali il Journal of Archaeological Science e il Journal of Mediterranean Archaeology. Programmi di ricerca hanno riguardato tematiche legate a scambi nel Mediterraneo con riferimenti a centri quali Cartagine, Roma, Pisa, Genova e a rotte marittime collegate a porti quali Olbia e Porto Torres.
Le politiche di conservazione adottano protocolli tecnici sviluppati con l'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, il Museo Egizio di Torino e laboratori universitari, impiegando metodologie non invasive con tecnologie come il LiDAR, la fotogrammetria e l'analisi tramite tomografia. Interventi di restauro hanno interessato materiali litici, ceramici e mosaici rinvenuti in siti come Nora e Tharros e hanno previsto collaborazioni con aziende specializzate e fondazioni locali quali la Fondazione Sardegna Ricerche. In ambito normativo le pratiche si conformano a direttive europee e a standard professionali condivisi con l'ICOM e l'ICCROM.
Le attività di valorizzazione comprendono allestimenti museali nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, itinerari culturali lungo la Strada Costiera della Sardegna, percorsi didattici per scuole coordinate con l'Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna e programmi di volontariato archeologico con ONG come il Fondo Ambiente Italiano; iniziative di promozione turistica sono svolte insieme a organismi quali la Camera di Commercio di Cagliari e l'Ente Nazionale Italiano per il Turismo. Eventi espositivi e mostre temporanee sono stati organizzati in collaborazione con istituzioni quali il Palazzo Madama (Torino), il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museo Nazionale Romano.
L'ente attiva partnership internazionali con università e centri di ricerca come il German Archaeological Institute, l'École pratique des hautes études, l'Universidad de Salamanca e il Smithsonian Institution, partecipando a reti come Europeana, Archaeology Data Service e progetti EU cofinanziati, inclusi programmi di scambio con il Ministero della Cultura francese e fondazioni quali la Cariplo. Queste collaborazioni hanno favorito scambi tecnici con il British Museum, il Metropolitan Museum of Art, l'Austrian Academy of Sciences e la creazione di banche dati condivise per la catalogazione dei reperti, la digitalizzazione del patrimonio e programmi formativi con enti quali l'UNESCO e l'OCSE.
Category:Cultura della Sardegna Category:Archeologia in Italia