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Soprintendenza Archivistica per l'Emilia-Romagna

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Soprintendenza Archivistica per l'Emilia-Romagna
NomeSoprintendenza Archivistica per l'Emilia-Romagna
TipoSovrintendenza archivistica
PaeseItalia
RegioneEmilia-Romagna
SedeBologna
ResponsabileSovrintendente
IstituitaAnni 1970–1990 (evoluzione normativa)

Soprintendenza Archivistica per l'Emilia-Romagna è l'ufficio ministeriale dello Stato italiano incaricato della tutela degli archivi storici e documentari nella regione Emilia-Romagna, con competenze che interagiscono con istituzioni come il Ministero della Cultura (Italia), la Regione Emilia-Romagna, la Comune di Bologna e l'Università di Bologna. Opera in rete con archivi comunali, biblioteche come la Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, fondazioni quali la Fondazione Carisbo, musei come il Museo Civico Archeologico di Bologna e amministrazioni giudiziarie, elaborando direttive che richiamano leggi come il Codice dei beni culturali e del paesaggio e disposizioni del Consiglio d'Europa.

Storia

La storia istituzionale risale ai percorsi normativi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla riorganizzazione delle soprintendenze decisa dopo il DPR 15 gennaio 1999; momenti rilevanti includono rapporti con la Soprintendenza per i Beni Archivistici e Bibliografici e intese con enti locali come la Provincia di Modena, la Provincia di Reggio Emilia e la Provincia di Parma. In epoche precedenti si collocano interventi su archivi napoleonici legati agli archivi di Stato, su fondi comunicati da famiglie come i Bentivoglio o collezioni notarili riconducibili a studi di notaio come quelli registrati presso l'Archivio di Stato di Bologna. Relazioni con progetti europei e con il Piano Nazionale degli Archivi hanno plasmato ripartizioni territoriali e protocolli di accesso legati al Trattato di Lisbona nei rapporti culturali internazionali.

Funzioni e competenze

Le principali funzioni includono la vigilanza sui fondi documentari custoditi presso l'Archivio di Stato di Ferrara, l'Archivio di Stato di Modena e l'Archivio di Stato di Parma, l'esercizio di poteri previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e l'attività autorizzativa per spostamenti e alienazioni documentarie. Vigila su archivi privati come quelli della famiglia Ducato di Modena e Reggio e su archivi ecclesiastici legati alla Arcidiocesi di Bologna e a istituzioni religiose come il Monastero di San Domenico. Promuove inventariazioni conformi a standard come quelli del Centro italiano per gli studi sulla conservazione e sostiene la formazione professionale in collaborazione con l'Istituto Centrale per gli Archivi e l'Università di Modena e Reggio Emilia.

Organizzazione e sede

La sede principale è ubicata a Bologna, in coordinamento con uffici operativi che interagiscono con uffici periferici delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, oltre alle soprintendenze regionali affini come quelle per i beni architettonici e paesaggistici, con cui collabora in casi che coinvolgono l'Opera Pia dei Banchi o complessi monastici come Sant'Isaia. L'organico comprende sovrintendenti, funzionari archivisti, tecnici della conservazione e personale amministrativo con ruoli definiti da normative nazionali e contratti collettivi come quelli del Ministero dell'Economia e delle Finanze per il personale statale.

Archivi sotto tutela

Sotto tutela rientrano una pluralità di istituti: l'Archivio Storico Comunale di Piacenza, i fondi notarili delle cancellerie cittadine come a Imola, archivi d'impresa quali quelli di aziende storiche emiliane, collezioni private come gli archivi di famiglie nobili emiliane, archivi della Resistenza correlati alla Guerra di Liberazione (Italia), archivi dell'Istituto per la Storia della Resistenza in Emilia-Romagna e archivi di enti locali come il Comune di Cesena. Tra i depositari figurano biblioteche storiche come la Biblioteca Estense e istituti di ricerca quali l'Istituto per i beni culturali regionali.

Progetti e iniziative di conservazione digitale

Ha promosso progetti di digitalizzazione in collaborazione con il Ministero della Cultura (Italia), l'Istituto Centrale per gli Archivi e piattaforme accademiche dell'Università di Bologna per fondi preunitari, registri catastali e carteggi di figure come lo Statuto di Modena. Interventi riguardano la migrazione verso formati standard internazionali riconosciuti dal Consiglio d'Europa e l'implementazione di sistemi di gestione documentale interoperabili con l'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente per scopi amministrativi, oltre a sperimentazioni con laboratori come il Laboratorio di Informatica per gli Archivi Digitali dell'Università. Progetti specifici hanno coinvolto partnership con fondazioni bancarie come la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e programmi europei gestiti con l'Unione Europea.

Collaborazioni e rapporti istituzionali

Collabora stabilmente con il Comitato Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, il Ministero dell'Interno per archivi notarili, la Procura della Repubblica sui fondi giudiziari e con università come l'Università di Parma per progetti scientifici, oltre a enti di formazione professionale come l'ISPC (Istituto per lo Studio e la Conservazione) e l'ICCU. Rapporti internazionali includono scambi con istituzioni come la Bibliothèque nationale de France e archivi spagnoli e tedeschi in iniziative UE.

Critiche e problematiche amministrative

Critiche ricorrenti investono ritardi nelle autorizzazioni per trasferimenti di fondi, limiti di personale confrontati con la mole di fondi custoditi in città come Bologna e Modena, e tensioni amministrative tra competenze regionali e direzioni ministeriali come il Ministero della Cultura (Italia), con richieste di maggiori risorse provenienti da enti locali come le province di Parma e Reggio Emilia. Problematiche tecniche riguardano la frammentazione dei fondi ereditata da soprintendenze storiche, difficoltà nella digitalizzazione per assenza di infrastrutture locali e contenziosi su proprietà documentaria che coinvolgono archivi ecclesiastici come quelli dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e archivi imprenditoriali. Alcune critiche sono state sollevate anche da associazioni professionali come l'Associazione degli Archivisti Italiani su trasparenza e priorità di intervento.

Category:Cultura dell'Emilia-Romagna Category:Archivi in Italia