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| Rivista Mensile del CAI | |
|---|---|
| Title | Rivista Mensile del CAI |
| Frequency | Mensile |
| Publisher | Club Alpino Italiano |
| Country | Italia |
| Language | Italiano |
| Firstdate | 1863 |
Rivista Mensile del CAI è la pubblicazione periodica del Club Alpino Italiano, fondata nel XIX secolo come organo di comunicazione e cultura legato alle Alpi e all'alpinismo. Nel corso dei decenni ha documentato ascensioni, esplorazioni, ricerche scientifiche e dibattiti su orografia, cartografia, glaciologia e tutela del paesaggio, fungendo da punto di riferimento per associati e istituzioni. Ha mantenuto un ruolo di ponte tra comunità alpinistiche, accademie, amministrazioni regionali e ambienti editoriali.
La rivista nasce in un contesto italiano post-unitario insieme a istituzioni come il Club Alpino Italiano stesso, seguendo esempi stranieri quali lo Austrian Alpenverein e lo Alpine Club (UK). Nei primi numeri confluirono contributi di figure come Giuseppe Farinetti, esploratori quali John Ball (menzionato in connessioni europee), e cartografi che lavoravano su progetti comparabili a quelli di Ordnance Survey e dell'Institut Géographique National. Durante il periodo liberale e le riforme ottocentesche la pubblicazione documentò spedizioni e mise in rete osservazioni analoghe a quelle presenti negli annali dello Société des voyageurs e nelle collezioni dell'Ecole Polytechnique. Nel Novecento la rivista registrò reportage su imprese simili a quelle di Reinhold Messner, Walter Bonatti e sezioni dedicate a tecniche paragonabili a quelle promosse dalla British Mountaineering Council o dall'Austrian Alpine Club. In momenti chiave come le due guerre mondiali, i numeri pubblicati rifletterono temi condivisi con istituzioni come il Ministero della Guerra (Italia) e gli archivi militari regionali. Nel secondo dopoguerra il periodico si è confrontato con riviste culturali e scientifiche italiane quali La Stampa, Corriere della Sera (per sezioni montane), e collabora con enti come il Consiglio Nazionale delle Ricerche e le università di Padova, Torino e Milano.
I contenuti spaziano da resoconti di ascensioni a saggi su geologia, glaciologia, idrologia, cartografia e botanica alpina, con riferimenti incrociati a istituzioni come l'Istituto Geografico Militare, il Parco Nazionale Gran Paradiso, il Parco Nazionale dello Stelvio e l'UNESCO. Sono frequenti articoli su spedizioni internazionali con analogie a imprese sul K2, l'Everest e sulle Ande, nonché dossier su tecniche di progressione in parete e soccorso alpino simili agli standard del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e del Alpine Rescue Coordination Centre. La rivista pubblica anche studi su cambiamento climatico confrontati con dati di istituzioni come il World Meteorological Organization e l'Intergovernmental Panel on Climate Change, e inchieste su tutela del paesaggio e politiche territoriali che dialogano con soggetti come la Regione Valle d'Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano. I temi culturali comprendono saggi su storia dell'alpinismo, riferimenti a protagonisti come Horace-Bénédict de Saussure, Edward Whymper, Paul Preuss e confronti con opere di editori alpini come Geoffrey Winthrop-Young.
La redazione si articola in comitati che coinvolgono sezioni territoriali del Club Alpino Italiano e collaborazioni con dipartimenti universitari di Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Milano. La produzione tecnico-editoriale integra attività tipografiche storiche riconducibili a officine simili a quelle del Giornale d'Italia e pratiche di digitalizzazione affini a progetti di editoria accademica come quelli dell'Istituto Nazionale di Statistica. Il processo prevede peer review informale per articoli scientifici e meccanismi di revisione per reportage fotografici comparabili agli standard di riviste come National Geographic e Le Monde. La periodicità mensile è sostenuta da un calendario di scadenze per consegna testi, editing, impaginazione e stampa, e da una rete di distribuzione che coinvolge librerie specializzate, sezioni CAI e fiere editoriali come il Salone del Libro di Torino.
Il pubblico include soci del Club Alpino Italiano, appassionati di montagna, ricercatori di istituti come il CNR, guide alpine iscritte a ordini regionali, e biblioteche specializzate presso università e musei come il Museo Nazionale della Montagna. La diffusione avviene tramite abbonamenti postali, punti vendita in librerie alpine e canali digitali comparabili a quelli usati da periodici italiani come Rivista Geografica Italiana e Italia Nostra. Eventi promozionali sono spesso organizzati in collaborazione con enti come il CAI Sezione di Torino, il Museo Egizio nel contesto di iniziative culturali locali, e con festival alpinistici tra cui quelli di Cortina d'Ampezzo e Trento Film Festival.
Tra i collaboratori si sono alternati guide alpine, geografi, alpinisti celebri e studiosi afferenti a istituzioni come l'Istituto Geografico Militare, l'Università di Bologna e il Politecnico di Milano. Direttori e redattori hanno mantenuto relazioni con figure culturali e scientifiche paragonabili a quelle presenti nelle reti di Accademia dei Lincei e in società scientifiche europee. Nelle pagine della rivista hanno scritto autori che hanno dialogato con opere di personaggi come Camillo Golgi, Cesare Lombroso (per contesti storici), e studiosi contemporanei delle scienze della Terra.
La pubblicazione ha prodotto numeri monografici su catene montuose quali le Alpi, gli Appennini, le Dolomiti e le Alpi Apuane, e progetti speciali in collaborazione con enti come il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. Sono state curate opere speciali con archivi fotografici e cartografici analoghi a collezioni del British Library e della Bibliothèque nationale de France, nonché cataloghi di mostre promosse con istituzioni culturali come il MAXXI e il Museo Nazionale del Cinema.
Category:Riviste italiane Category:Club Alpino Italiano