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| Rime spirituali | |
|---|---|
| Nome | Rime spirituali |
| Autore | varî |
| Lingua | Italiano |
| Genere | Poesia religiosa |
| Data pubblicazione | secc. XVI–XVII |
| Luogo | Italia |
Rime spirituali sono raccolte poetiche religiose sviluppate in Italia tra i secoli XVI e XVII, associate a pratiche devozionali e a movimenti riformatori. Questi testi emergono in dialogo con figure della Riforma e della Controriforma, con istituzioni ecclesiastiche e con ambienti intellettuali come le corti italiane e le accademie. La produzione poetica si pone tra la tradizione petrarchesca e le innovazioni barocche, coinvolgendo autori laici e religiosi legati a ordini come i Gesuiti e i Domenicani.
La formazione delle raccolte si colloca nel periodo delle controversie post-tridentine, con riferimenti a eventi come il Concilio di Trento e a figure come Papa Paolo III, Papa Pio V e Papa Gregorio XIII. Le Rime spirituali risentono dell'influenza di movimenti mistici come quello di Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola, e dialogano con autori umanisti come Erasmo da Rotterdam e con poeti come Francesco Petrarca, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso. Le accademie letterarie italiane — ad esempio l'Accademia della Crusca e l'Accademia degli Umoristi — favorirono circolazione e critica, mentre le principali città come Roma, Firenze, Venezia, Milano e Napoli furono centri di produzione e diffusione. Le dinamiche politiche coinvolsero stati come il Regno di Napoli, la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e il Granducato di Toscana.
I temi affrontati includono la contemplazione, la penitenza, la carità, la Passione di Cristo e la vita dei santi, con frequenti riferimenti a figure come Maria Vergine, San Francesco d'Assisi, Sant'Agostino, San Tommaso d'Aquino e Santa Caterina da Siena. Le invocazioni e le meditazioni poetiche si intrecciano con simboli sacri tratti dalla liturgia romana e dagli inni come il Te Deum, mentre pratiche devozionali come il Rosario e le litanie vengono spesso tematizzate. Le poesie rispondono anche a questioni teologiche dibattute da ordini e università come l'Università di Padova e l'Università di Bologna, e riflettono letture di autori come Pietro Aretino (per contrasti morali), Marcantonio Flaminio e Gian Giorgio Trissino.
Dal punto di vista metrico si trovano componimenti in terzine, sonetti, canzoni e altri schemi petrarcheschi, con sperimentazioni barocche riconducibili a modelli di Giambattista Marino e di Lucrezia Marinella. Le scelte stilistiche oscillano tra l'uso dell'allegoria e della metafora mistica, riferimenti biblici come la Passione di Cristo o il Cantico dei Cantici, e un lessico che incorpora termini latini e colti, mutuati da autori classici come Orazio, Virgilio e Cicerone. Le rime servono a dispositivi mnemonici per la recitazione e la meditazione, mentre tecniche retoriche frequentate nelle corti rinascimentali e barocche richiamano pratiche degli accademici come Alessandro Tassoni.
Tra gli autori figurano poeti laici e religiosi: nomi come Tomaso Stigliani, Cesare Ripa, Isabella Andreini, Marinella, Girolamo Savonarola (per il clima religioso), Ludovico Marracci e altri che pubblicarono raccolte o compendi spirituali. Alcune raccolte stampate a centri tipografici come Venezia, Firenze e Roma vennero curate da editori e stampatori di rilievo come Aldo Manuzio e le tipografie veneziane che favorirono la circolazione; anche le stamperie di Giovanni Battista Pigna e di famiglie come i Gonzaga produssero miscellanee. Raccolte note furono diffuse in stampe curate da intellettuali legati a ordini religiosi, confraternite e monasteri, spesso corredate da prefazioni di teologi come Affò o commenti di canonisti.
La ricezione critica passa attraverso polemiche tra filoni più ascetici e correnti più barocche; critici e storici della letteratura come Giovanni Battista Lulli, Vittorio Alfieri (per i richiami poetici), Cesare Beccaria (per il contesto civile) e studiosi moderni hanno interpretato queste rime in chiave storica e teologica. L'influenza si estende alla musica sacra delle corti e delle cappelle come la Cappella Sistina e a compositori che trassero ispirazione per mottetti e madrigali, nonché alle pratiche devozionali diffuse da confraternite cittadine e ordini religiosi come i Frati Minori e i Carmelitani. Nel lungo periodo questi testi hanno contribuito a modelli di pietà che influenzarono anche movimenti riformatori locali e produzioni letterarie di epoche successive.
Le raccolte furono tradotte e adattate in ambito iberico e latino-americano con mediatori culturali come missionari gesuiti attivi in Spagna, Portogallo e America Latina, e con collegamenti a centri culturali come Toledo, Lisboa, Città del Messico e Lima. Traduzioni in latino facilitarono circolazione nell'Europa centrale, includendo scambi con le università di Leuven e Padova e con ambienti teologici di luoghi come Cracovia e Colonia. Nel mondo anglofono alcuni elementi furono ripresi in revisioni liturgiche inglesi e in traduzioni curate da figure connesse a istituzioni come Oxford e Cambridge. La successiva revisione critica e traduttoria nel XIX e XX secolo coinvolse editori e filologi europei che hanno collazionato manoscritti provenienti da archivi come gli archivi vaticani e le biblioteche comunali di Venezia e Firenze.
Category:Letteratura italiana