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| Operai e capitale | |
|---|---|
| Titolo | Operai e capitale |
| Autore | Antonio Gramsci |
| Anno | 1926–1930 |
| Lingua | Italiano |
| Genere | Saggio politico |
| Paese | Italia |
Operai e capitale. Opera di Antonio Gramsci redatta durante il confino in Sardegna (isola), pubblicata postuma e ricomposta da appunti, manoscritti e quaderni collegati a discussioni su sindacati, partiti e lotte politiche contemporanee. Il testo si pone nella tradizione marxista e nel dibattito tra sindacalisti e dirigenti dei partiti socialisti e comunisti europei, affrontando la relazione tra lavoro, classe operaia e formazione del capitale nelle società industriali e rurali.
Nell'introduzione Gramsci colloca il lavoro operaio nel quadro delle trasformazioni segnate da figure come Vladimir Lenin, Karl Marx, Friedrich Engels, Rosa Luxemburg e Eduard Bernstein, richiamando riflessioni tratte dalle esperienze del Partito Socialista Italiano, del Partito Comunista d'Italia, del Comintern e dei movimenti sindacali europei come la Confederazione Generale del Lavoro (Francia), la Trades Union Congress, la Unione Sindacale Italiana e la Confederación Nacional del Trabajo. Accenna a eventi e istituzioni come la Rivoluzione d'Ottobre, la Prima Guerra Mondiale, la Crisi del 1929 e la repressione fascista guidata da Benito Mussolini, per inquadrare le trasformazioni delle classi lavoratrici e i rapporti con l'industria, le imprese e la proprietà, facendo riferimento a analisi e casi di studio in città come Torino, Milano, Genova e regioni come la Sicilia.
Il contesto cronologico comprende gli anni del confino politico, le lotte interne al movimento operaio e la politica internazionale tra le guerre mondiali. Gramsci elabora gli appunti mentre è detenuto dal regime fascista dopo il processo contro il Partito Comunista d'Italia e i dirigenti operai; riflette su vicende come lo sciopero dei metallurgici a Turin, le agitazioni del movimento operaio in città come Bologna e le influenze di teorie esposte da intellettuali come Antonio Labriola, Giovanni Gentile e Benedetto Croce. La pubblicazione avviene in edizioni curate dal gruppo di scrittori e studiosi tra cui figure editoriali collegate a istituzioni come l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana e case editrici che ripubblicano testi di marxismo e teoria politica in Europa e nelle Americhe.
L'opera è articolata in saggi e appunti che trattano questioni organizzative e teoriche: analisi sulla natura del sindacato, sul ruolo dell'intellettuale organico e sui rapporti tra partito e classe operaia. Gramsci dialoga con testi fondamentali di Karl Marx e Friedrich Engels, con interventi di theoretici come Georg Lukács, Antonio Gramsci (autore stesso come riferimento ai Quaderni), Max Weber e Émile Durkheim per questioni di struttura sociale, e richiama esempi tratti da situazioni operative in aziende quali la Fiat a Turin e comparti industriali in Lombardia e Piemonte. I capitoli includono riflessioni su disciplina operaia, composizione della classe, egemonia culturale e rapporti con il movimento contadino in regioni come la Campania e la Puglia.
Tra i temi principali emergono l'analisi della borghesia industriale, la formazione del consenso attraverso istituzioni culturali, e la critica alle forme tradizionali di lotta operaia; Gramsci sviluppa nozioni assimilabili a concetti discussi da Niccolò Machiavelli (per l'arte politica), Giovanni Sartori (per categorie politiche), Antonio Labriola (per marxismo italiano) e Georg Wilhelm Friedrich Hegel (per dialettica). Il testo esamina anche la relazione tra operai, capitale e Stato, con riferimenti comparativi a esperienze sindacali in paesi come Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti d'America; critica posizioni riformiste associate a figure come Eduard Bernstein e valorizza pratiche organizzative che ricordano gli approcci adottati nel Partito Comunista dell'Unione Sovietica e nelle organizzazioni operaie europee. Le analisi sono state interpretate alla luce di studi successivi di accademici come Stuart Hall, E.P. Thompson, Paul Sweezy e Perry Anderson.
L'opera ha esercitato influenza su movimenti sindacali, partiti di sinistra e studi accademici in discipline criticate come teoria politica, sociologia e storia del lavoro; ha inciso su riviste e circoli come Critica Sociale, La Rivoluzione Liberale, e su scuole di pensiero in università quali la Sapienza - Università di Roma, l'Università degli Studi di Torino, la London School of Economics, la Columbia University e l'Università di Oxford. Le idee di Gramsci hanno ispirato leader sindacali, intellettuali e organizzazioni internazionali tra cui il Comitato Centrale di vari partiti socialisti, movimenti studenteschi, e correnti culturali della New Left influenzate da autori come Herbert Marcuse, Antonio Negri, Michel Foucault e Louis Althusser. La ricezione ha attraversato dibattiti durante la Guerra Fredda, commenti in giornali come L'Unità, e studi critici pubblicati in collane accademiche e atti di convegni internazionali.
Tra le edizioni italiane più note si ricordano quelle curate da istituti editoriali e accademici che hanno raccolto i Quaderni del carcere e gli scritti politici, con prefazioni e apparati critici pubblicati da case editrici specializzate. Traduzioni in lingue come Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Portoghese e Russo hanno contribuito alla diffusione globale, con edizioni annotate in paesi come Regno Unito, Francia, Spagna, Brasile e Stati Uniti d'America. Testi paralleli sono stati inclusi in raccolte tematiche su marxismo e teoria politica, utilizzate da istituzioni educative e centri di ricerca come il Consiglio Nazionale delle Ricerche e biblioteche universitarie internazionali.
Category:Opere di Antonio Gramsci