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| Istituto Campano per la Storia della Cultura | |
|---|---|
| Nome | Istituto Campano per la Storia della Cultura |
| Tipo | Istituto di ricerca |
| Fondazione | 20th century |
| Sede | Campania |
| Area servizio | Italia |
Istituto Campano per la Storia della Cultura è un centro di studi dedicato alla ricerca storica e alla valorizzazione del patrimonio documentario e bibliografico della Campania, con particolare attenzione a collezioni, archivi e monumenti. L'istituto opera in collaborazione con università, biblioteche e soprintendenze, promuovendo progetti itineranti, catalogazioni e seminari che collegano aspetti locali e nazionali. Le attività si inseriscono nel contesto più ampio delle istituzioni culturali italiane e dei programmi europei di tutela del patrimonio.
L'istituto nasce in un clima intellettuale segnato da relazioni con l'Università degli Studi di Napoli Federico II, la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, la Soprintendenza Archivistica per la Campania e l'Archivio di Stato di Napoli, richiamando figure come Benedetto Croce, Raffaele De Cesare, Arturo Loria, Francesco De Sanctis, Antonio Gramsci. Fin dalle origini stabilisce contatti con l'Accademia Nazionale dei Lincei, il Centro Nazionale Studi Manzoniani, l'Istituto Italiano per gli Studi Storici, l'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e l'Istituto Storico Germanico. La fondazione è legata a campagne di tutela promosse dopo eventi come il Terremoto del Belice e opere di conservazione in analogia con l'attività di enti quali il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l'Unione Europea.
La missione si articola in linee che richiamano gli interessi di studiosi come Giovanni Battista Vico, Giambattista Basile, Matilde Serao, Salvatore Di Giacomo, Benedetto Croce, Ernesto de Martino, Federico Chabod, Fernand Braudel. Tra gli obiettivi figurano la catalogazione dei fondi antichi presenti presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, l'analisi dei repertori architettonici collegati a siti come Pompei, Ercolano, Caserta, Amalfi, e la promozione di studi comparativi sulle rivoluzioni e sui conflitti europei in dialogo con enti come l'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo, la Fondazione Lelio e Lisli Basso, la Fondazione Giorgio Cini.
La governance comprende un consiglio scientifico con storici affiliati a dipartimenti dell'Università degli Studi di Salerno, Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli". Le sedi si articolano tra una sede centrale, sedi operative decentrate presso la Biblioteca Provinciale, archivi parrocchiali, conventi e musei come il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo di Capodimonte, la Reggia di Caserta, il Parco Archeologico di Pompei. L'organico collabora con istituzioni come il Comune di Napoli, la Regione Campania e il Polo Museale della Campania.
I progetti includono inventari e digitalizzazioni ispirati a programmi come Europeana, Horizon, Erasmus+, e partnership con istituzioni straniere quali l'Universität Heidelberg, l'Université Paris-Sorbonne, l'Universidad Complutense de Madrid, l'University of Oxford. Tematiche trattate vanno dalle fonti medievali raccolte presso l'Archivio di Stato di Salerno e l'Archivio di Stato di Caserta, agli studi settecenteschi su personalità come Carlo di Borbone, Gaetano Filangieri, Ferdinando IV, fino a ricerche su emigrazione, migrazione interna e flussi culturali collegati a eventi come l'Unità d'Italia, la Grande Guerra, il Secondo Conflitto Mondiale. Progetti specifici si interfacciano con enti come l'Istituto Italiano di Studi Orientali, l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, la Fondazione Banco di Napoli.
L'istituto edita collane e riviste peer-reviewed in collaborazione con case editrici e centri editoriali come Einaudi, Laterza, Il Mulino, Carocci, Mondadori, Feltrinelli, Pacini Editore. Tra le pubblicazioni si contano monografie su aree tematiche relative a Napoli, Amalfi, Benevento, Avellino, Salerno, studi su iconografia collegata a artisti come Caravaggio, Giotto, Masaccio, Antonello da Messina e cataloghi di mostre ospitate presso il Palazzo Zevallos, il Museo Madre, la Certosa di San Martino. Sono prodotti quaderni di storia, atti di convegni e repertori bibliografici in collaborazione con l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico, l'Opere Nazionali Montessori e l'Associazione Italiana Biblioteche.
L'istituto organizza convegni e seminari con partner come il Centro Internazionale di Studi sul Barocco, il Centro Studi Campano, l'Istituto di Storia dell'Arte, l'Istituto Storico Italico, e scuole estive in collaborazione con l'European Association of Archaeologists, l'International Council on Monuments and Sites, il Getty Conservation Institute. Progetti formativi coinvolgono dottorati con l'Università di Bologna, l'Università Ca' Foscari Venezia, e scuole per archivisti e bibliotecari in connessione con l'Associazione Nazionale Archivistica Italiana e l'Associazione Italiana Biblioteche.
Tra le reti istituzionali si segnalano rapporti continuativi con la Regione Campania, il Ministero della Cultura, l'UNESCO, il Consiglio d'Europa, l'Istituto Centrale per il Restauro, l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, le soprintendenze per i beni culturali e paesaggistici, e partnership accademiche con il Massachusetts Institute of Technology, la Columbia University, la Sorbonne Université, l'Universität Wien, la Katholieke Universiteit Leuven. L'istituto partecipa a reti italiane ed europee che includono progetti con il Polo Bibliotecario Napoletano, la Rete delle Biblioteche Campane, il Sistema Archivistico Nazionale e collaborazioni con fondazioni come la Fondazione Banco di Napoli, la Fondazione Cariplo e la Fondazione CON IL SUD.
Category:Culture in Campania Category:Research institutes in Italy