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| Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte | |
|---|---|
| Nome | Parco Nazionale dell'Aspromonte |
| Stato | Italia |
| Regione | Calabria |
| Provincia | Reggio Calabria |
| Istituito | 1989 |
| Superficie | 76.000 ha |
Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte è l'ente che gestisce il Parco Nazionale dell'Aspromonte, area protetta nel territorio della Calabria istituita nel 1989, con estensione su parte della Provincia di Reggio Calabria e rilievi appenninici affacciati sul Mar Ionio e sul Mar Tirreno. L'ente coordina azioni di conservazione, pianificazione territoriale, turismo sostenibile e ricerca in collaborazione con istituzioni come il Ministero della Transizione Ecologica, la Regione Calabria e università italiane. L'area tutela paesaggi montani, formazioni boschive e insediamenti storici, includendo centri come Gambarie e comuni dell'entroterra aspromontano.
La nascita dell'ente è il risultato di iniziative promosse da amministrazioni regionali e movimenti locali dopo lo sviluppo delle politiche ambientali italiane degli anni ottanta, con riferimenti normativi posti dalla Legge quadro sulle aree protette e dal Ministero dell'Ambiente. La procedura di istituzione ha coinvolto enti come la Provincia di Reggio Calabria e il Comune di Reggio Calabria, e ha precedenti storici riferibili a episodi della presenza bizantina e normanna sul territorio, oltre a eventi sociali dell'età moderna legati alle migrazioni e alle vicende dei briganti calabresi. L'ente ha successivamente recepito direttive europee come la rete Natura 2000 e ha sottoscritto convenzioni con istituzioni accademiche quali l'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e istituti di ricerca italiani.
Il territorio ricade nella catena aspromontana, con cime come il Montalto e il massiccio del Peloritani nelle vicinanze, complessivamente influenzato dai bacini dei fiumi quali il Fiumara Amendolea e il Fiumara de La Verde. Il parco comprende boschi, vallate, costoni rocciosi e dorsali che guardano il Golfo di Sant'Eufemia e lo stretto di Messina, interessando comuni quali Gerace (Italia), Santo Stefano in Aspromonte e Bova (Calabria). La geologia mostra rocce metamorfiche e sedimenti pliocenici, con profili morfologici soggetti a frane e processi di erosione storicamente documentati dagli studi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
L'area ospita formazioni di faggio, cerro e lecceta mediterranea con presenze significative di endemismi dell'Appennino meridionale rilevati da botanici dell'Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante. Specie di interesse comprendono popolazioni di Lupo appenninico e rapaci come il Aquila reale e il Falco pellegrino, oltre a anfibi associati a sorgenti montane studiati da gruppi del Museo di Storia Naturale di Milano. Le praterie sub-montane e gli arbusteti ospitano insetti specialisti descritti in pubblicazioni dell'Accademia dei Lincei e miceti rari monitorati da micologi universitari. L'ente promuove la conservazione di habitat inseriti nelle direttive europee e nella rete Siti di Importanza Comunitaria.
Il parco comprende insediamenti storici e tradizioni locali come la cultura grecanica nei centri della Costa dei Gelsomini e nei borghi di lingua grecanica. Tra i beni culturali si ricordano chiese medievali, edifici baronali e archeologia rupestre presente in grotte e contrade, studiata da soprintendenze e dipartimenti di archeologia dell'Università di Messina. Le pratiche agricole tradizionali, la transumanza e l'artigianato, insieme a feste religiose e manifestazioni come sagre locali, sono documentate da istituti culturali quali il Museo Nazionale della Magna Grecia e archivi storici regionali. L'ente lavora con parrocchie, pro loco e associazioni culturali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio immateriale.
Le attività gestionali includono piani di gestione, vigilanza ambientale e interventi per il ripristino di habitat danneggiati, attuati in collaborazione con la Polizia Provinciale e la Guardia Costiera per la fascia costiera. L'ente realizza progetti cofinanziati da programmi della Unione Europea e dal Ministero della Transizione Ecologica per il controllo delle specie invasive, la prevenzione degli incendi boschivi e la mitigazione del rischio idrogeologico. Sono previste azioni di recupero di boschi degradati, corridorizzazione ecologica collegata alle aree protette limitrofe e accordi con consorzi agro-forestali locali.
L'ente organizza sentieristica e punti informazione con guide naturalistiche abilitate da organismi regionali, itinerari escursionistici verso località come Gambarie e osservatori per il birdwatching, in sinergia con operatori turistici locali e strutture ricettive dei borghi del parco. Le attività di fruizione includono percorsi educativi per scuole, servizi di ospitalità rurale e iniziative per il turismo lento in collaborazione con enti come le pro loco e le associazioni escursionistiche nazionali. Il parco promuove pratiche di accoglienza sostenibile per eventi culturali e ricreativi, regolamentando accessi e servizi per minimizzare impatti su habitat sensibili.
L'ente coordina programmi di monitoraggio faunistico e fitosociologico in collaborazione con università italiane quali l'Università della Calabria e centri di ricerca pubblici, promuovendo studi su cambiamenti climatici, biodiversità e servizi ecosistemici. Progetti educativi rivolti a studenti, cittadini e volontari sono sviluppati con musei scientifici, istituti scolastici e ONG ambientali come il Club Alpino Italiano e altre associazioni di tutela naturalistica. Attraverso pubblicazioni e conferenze organizzate con partner internazionali, l'ente favorisce la divulgazione scientifica e il trasferimento di conoscenze per la gestione adattativa del territorio.
Category:Aree naturali protette della Calabria Category:Province of Reggio Calabria