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| Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi | |
|---|---|
| Nome | Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi |
| Ubicazione | Provincia di Belluno, Veneto, Italia |
| Istituito | 1990 |
| Superficie | 32,000 ha |
| Capitale | Belluno |
Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi L'Ente che gestisce il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi sovrintende alla protezione del paesaggio montano tra le Dolomiti, la Val Belluna e i rilievi del Gruppo del Monte Perdido; l'area coinvolge comuni dell'area di Belluno, della Provincia di Belluno e confina con territori tutelati come il Parco naturale regionale delle Dolomiti d'Ampezzo. L'Ente coordina interventi di conservazione, promozione e ricerca coinvolgendo enti come il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Veneto e organizzazioni internazionali quali l'IUCN e l'UNESCO per la tutela del patrimonio dolomitico.
La creazione dell'Ente si inserisce nel contesto delle politiche ambientali italiane successive alla legge quadro sulle aree protette del 1991 e ai movimenti locali legati a eventi come la mobilitazione per la difesa delle Dolomiti e il riconoscimento UNESCO del 2009. Iniziative promosse da amministrazioni comunali di Belluno, Feltre, Sedico e associazioni come il WWF Italia e il Club Alpino Italiano portarono alla delimitazione dell'area protetta, all'adozione dello statuto dell'Ente e alla formalizzazione di piani gestionali concordati con la Regione Veneto e il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il percorso istituzionale ha visto la partecipazione di organismi europei quali la Commissione Europea nei programmi di cooperazione transnazionale sulle aree montane.
Il territorio tutelato si estende tra le valli prealpine e dolomitiche coinvolgendo il Gruppo del Monte Pelmo, le formazioni calcaree tipiche delle Dolomiti e sistemi idrografici collegati al Piave (fiume). Confina con aree comunali quali Alano di Piave, Rocca Pietore e Agordo, e comprende massicci satelliti riconosciuti da studi geologici promossi da università come l'Università degli Studi di Padova e l'Università degli Studi di Trento. La morfologia varia dalle pareti verticali tipiche di gruppi come le Pale di San Martino alle valli boscose che ospitano ecosistemi analoghi a quelli protetti nei parchi europei come il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
La composizione floristica e faunistica richiama analogie con aree protette alpine documentate da inventari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale; specie vegetali come il Pino mugo, specie di orchidee e popolamenti di faggeta convivono con mammiferi documentati da studi del Museo delle Dolomiti e dell'Museo di Storia Naturale di Venezia. La fauna comprende popolazioni di Camoscio alpino, capriolo, lupo con osservazioni in collaborazione con il CNR e rapaci come l'Aquila reale e il Gheppio. Habitat prioritari segnalati dall'Habitat Directive includono praterie d'alta quota, torbiere e boschi vetusti simili a quelli tutelati nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
L'Ente coordina piani di gestione species-specific in collaborazione con istituti come l'ISPRA e il Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università Ca' Foscari Venezia, implementando misure per il ripristino di habitat, il controllo delle specie invasive e il mantenimento di reti ecologiche connessi a progetti LIFE finanziati dalla Commissione Europea. Interventi storici comprendono il monitoraggio del ritorno del lupo, piani di rimboschimento ispirati a pratiche del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e misure anti-erosione che coinvolgono il Corpo Forestale dello Stato e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per la sicurezza in parete.
L'Ente promuove la fruizione sostenibile con sentieristica segnalata secondo linee guida del Club Alpino Italiano, punti informativi nei centri di Belluno e Feltre e progetti di educazione ambientale condotti con scuole come l'Istituto Comprensivo di Belluno e istituzioni culturali quali il Museo Civico di Belluno. L'offerta include percorsi escursionistici, vie ferrate storiche come quelle presenti nei gruppi dolomitici, attività di birdwatching in connessione con il network del BirdLife International e itinerari che dialogano con il patrimonio culturale tutelato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
L'Ente è retto da un consiglio direttivo nominato secondo lo statuto approvato dalla Regione Veneto e coordina finanziamenti pubblici e progetti attraverso bandi della Commissione Europea, del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e programmi regionali. Normative di riferimento includono leggi nazionali sulle aree protette e direttive europee come l'Habitat Directive e la Birds Directive, con atti amministrativi emanati dai comuni aderenti e protocolli di cooperazione con enti come l'ARPA Veneto per la gestione ambientale.
L'Ente collabora con università e centri di ricerca come l'Università degli Studi di Padova, l'Università degli Studi di Trento, il CNR e l'ISPRA per programmi di ricerca su cambiamenti climatici, dinamiche di popolazione e geodiversità; studi includono monitoraggi long-term su neve e ghiaccio simili a quelli condotti al CNR-ISAC e ricerche su geologia dolomitica ispirate a pubblicazioni del Servizio Geologico d'Italia. Partenariati internazionali coinvolgono reti come l'IUCN e progetti LIFE per garantire indicatori di salute dell'ecosistema, rilevazioni citometriche della biodiversità e piani di adattamento al cambiamento climatico coordinati con la Commissione Europea.
Category:Parchi nazionali d'Italia Category:Dolomiti Category:Provincia di Belluno