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| Direzione Generale del Genio Navale | |
|---|---|
| Unit name | Direzione Generale del Genio Navale |
| Native name | Direzione Generale del Genio Navale |
| Country | Kingdom of Italy; Italian Republic |
| Branch | Marina Militare; Regia Marina |
| Garrison | Rome; La Spezia |
| Dates | 1861–1999 (various reorganizzazioni) |
| Notable commanders | Benedetto Brin; Filippo Grandi; Giuseppe Colombo |
| Role | progettazione navale; ingegneria navale; direzione lavori |
Direzione Generale del Genio Navale è stato l'ufficio tecnico centrale della Marina Militare e della precedente Regia Marina incaricato della progettazione, della direzione dei lavori e dell'omologazione delle unità navali e delle infrastrutture. Fondato nel contesto della formazione dello Stato italiano post-unificazione, questa direzione interagì con cantieri, accademie e ministeri nelle fasi di progettazione di unità da battaglia, sommergibili, navi da trasporto e unità specializzate. Il suo operato influenzò programmi navali legati a figure come Alessandro Poerio e a crisi belliche come la Guerra italo-turca e le due guerre mondiali, nonché a riforme della Difesa italiana.
L'istituto nacque nell'ambito delle riforme del Ministero della Marina dopo l'unità d'Italia, in collegamento con lo sviluppo dei cantieri di Arsenale di Venezia, Arsenale di La Spezia e Arsenale di Taranto, con contributi tecnici di ingegneri come Benedetto Brin e consulenze di accademici dell'Istituto Nautico di Genova e dell'Università di Napoli Federico II. Durante la prima metà del XX secolo la Direzione intervenne nei programmi navali voluti da ministri come Alessandro Fortis e Giovanni Giolitti e in piani strategici delineati insieme allo Stato Maggiore della Regia Marina e allo Stato Maggiore della Difesa. Nel periodo tra le due guerre collaborò con progettisti come Vittorio Cuniberti e aiutò lo sviluppo dei programmi lanciate da Italo Balbo. In tempo di guerra la Direzione coordinò progetti per la flotta della Battaglia di Capo Matapan e per le operazioni nel teatro del Mediterraneo; nel dopoguerra partecipò alla ricostruzione con legami verso la NATO e il Trattato di pace con l'Italia (1947). Le successive riorganizzazioni portarono a integrazioni con la Direzione degli Armamenti Navali e con la Direzione Generale per gli Armamenti della Repubblica.
La Direzione era responsabile della progettazione navale, omologazione e collaudo, direzione tecnica dei lavori negli arsenali, sicurezza delle macchine e dei sistemi di propulsione, nonché della verifica dei requisiti stabiliti dal Ministero della Marina e dallo Stato Maggiore della Marina Militare. Era coinvolta nella definizione di specifiche per sistemi d'arma forniti da aziende come Odero-Terni-Orlando, FIAT Ferroviaria, Ansaldo e Cantieri Riuniti dell'Adriatico. Svolse attività normative in coordinamento con enti accademici quali l'Politecnico di Milano e l'Istituto Superiore per la Difesa e con istituti di ricerca come il CNR e il Consorzio Nazionale Interuniversitario per l'Ingegneria Navale. Inoltre controllava l'adozione di tecnologie per la navigazione sviluppate in collaborazione con la Società Italiana Ernesto Breda e con laboratori sperimentali dell'ENEA.
L'assetto comprendeva divisioni tecniche specializzate in scafo, propulsione, armamento, elettronica e strutture portuali, coordinate da Direttori vicari e ingegneri capo provenienti da scuole tecniche come la Scuola Navale Militare "Francesco Morosini" e l'Accademia Navale di Livorno. Uffici periferici si articolavano presso gli arsenali di Taranto, Napoli, La Spezia e Venezia e in corrispondenza con principali cantieri navali come Fincantieri, Cantieri Navali Riuniti, Cantiere Navale del Muggiano e Cantiere di Castellammare di Stabia. La Direzione interagiva con uffici del Ministero della Difesa e con commissioni tecniche istituite durante governi come quelli di Aldo Moro e Giulio Andreotti per pianificare programmi pluriennali.
Tra i progetti fondamentali figurano la progettazione e supervisione di corazzate e incrociatori progettati in epoche diverse con il contributo tecnico di ingegneri come Giuseppe Brin e Umberto Pugliese, la messa a punto di sommergibili della classe Marconi e Archimede, e la realizzazione di unità leggere come i cacciatorpediniere delle classi Soldati e Folgore. La Direzione seguì la trasformazione tecnologica verso l'adozione di turbine a gas ispirate da sviluppi in Regno Unito e Stati Uniti d'America e cooperò alla sistemazione di sistemi radar e sonar in collaborazione con multinazionali come Raytheon e con industrie italiane quali Elsag e Selenia. Coordinò anche progetti di infrastrutture portuali per basi come Brindisi e per basi navali all'estero in accordo con accordi internazionali come il Patto Atlantico. Partecipò allo sviluppo di mezzi anfibi, di scafi dragamine e al refitting di navi ospedale, lavorando con cantieri come CRDA e con designer industriali del Politecnico di Torino.
La Direzione mantenne relazioni stabili con gruppi industriali come Fincantieri, Ansaldo-Breda, Leonardo S.p.A. (ex Finmeccanica), Cantieri Navali Riuniti e con fornitori internazionali come General Electric e Siemens. Attraverso contratti e commissioni tecniche collaborò con istituti di certificazione internazionali e con laboratori accademici della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa. Rapporti industriali si estesero a collaborazioni transnazionali con la NATO Industrial Advisory Group e con programmi di interoperabilità promossi da governi come quello degli Stati Uniti d'America e del Regno Unito.
Il personale tecnico derivava da percorsi formativi dell'Accademia Navale di Livorno, dell'Istituto Tecnico Industriale Statale e del Politecnico di Milano, integrando ufficiali e ingegneri civili laureati all'Università degli Studi di Napoli, all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e all'Università di Bologna. Formazione specialistica fu erogata in collaborazione con enti come il Centro Sperimentale del Mare e scuole di specializzazione dell'Istituto Superiore di Sanità per aspetti di sicurezza, mentre corsi tecnici coinvolsero rappresentanti di aziende come Fincantieri e Ansaldo. Figure di rilievo inclusero progettisti e direttori tecnici che lavorarono al fianco di personalità come Benedetto Brin e Vittorio Cuniberti.
La Direzione vide molte riforme con l'evoluzione delle strutture della difesa italiana, confluite in uffici moderni quali la Direzione degli Armamenti Navali e dipartimenti del Ministero della Difesa dedicati agli armamenti e alla logistica; i suoi archivi tecnici, conservati in parte presso l'Archivio Centrale dello Stato e gli arsenali storici, costituiscono fonte per studi su cantieristica e storia navale italiani, utili a ricercatori affiliati al CNR e alle università italiane. Le competenze sviluppate influenzarono la nascita di imprese tecnologiche come Leonardo S.p.A. e la modernizzazione della flotta partecipando a programmi europei con partner come Navantia e Thales. Category:Marina Militare