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Corporazione dei Muratori

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Corporazione dei Muratori
NameCorporazione dei Muratori
Native nameCorporazione dei Muratori
Foundedcirca XIII secolo
TypeCorporazione professionale
Headquartersvarie città italiane
Region servedItalia, Europa

Corporazione dei Muratori La Corporazione dei Muratori fu un'istituzione professionale medievale e moderna che riuniva mastri muratori, scalpellini e lapicidi in centri urbani come Firenze, Venezia, Roma e Milano. Legata alle grandi imprese edilizie di cattedrali, palazzi e fortezze, esercitò influenza su cantieri come quelli della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, del Campanile di Giotto e delle opere difensive della Repubblica di Genova. Attraverso regole, statuti e pratiche d'apprendistato la Corporazione interagì con istituzioni quali il Comune di Firenze, la Signoria di Milano e la Curia romana, intrecciandosi con famiglie come i Medici, gli Sforza e i Doge di Venezia.

Storia

La formazione risale al periodo comunale italiano, in parallelo a organismi come le Arti di Firenze, le Corporazioni veneziane e le gilde londinesi come la Worshipful Company of Masons; documenti notarili citano muratori in atti di Ville come Assisi e Pisa. Nei secoli XIII–XV la Corporazione operò nei cantieri delle cattedrali di Orvieto, Parma, Modena e Ferrara, collaborando con artisti e architetti come Giovanni di Bicci de' Medici e Filippo Brunelleschi. Durante l'Età moderna la Corporazione si adattò alle riforme urbane imposte dai sovrani come Carlo V e dagli Stati regionali come il Granducato di Toscana; nel XIX secolo affrontò le trasformazioni dovute all'industrializzazione, all'intervento di ingegneri come Eiffel e all'introduzione di scuole tecniche come l'Istituto Tecnico Superiore nelle città italiane. Nel XX secolo la corporazione si dissolse, trasformandosi in associazioni professionali e ordini tecnici che operarono insieme a enti come il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e le Accademie come l'Accademia dei Lincei.

Organizzazione e gerarchia

La struttura interna prevedeva ruoli distinti: apprendista, garzone, maestro e capomastro, con nodi amministrativi legati a corporazioni urbane e magistrature comunali come il Podestà e i Consigli comunali. I maestri potevano ottenere commissioni da istituzioni come le Opera del Duomo e le confraternite quali la Compagnia di San Luca; i capomastri negoziavano con mecenati come i Medici o con ordini religiosi come i Frati Minori e i Benedettini. L'organizzazione aveva affiliazioni con scuole professionali, officine e botteghe dei centri mercantili come le fiere di Lione e i porti di Genova e Marsiglia.

Regolamenti e codici di condotta

Gli statuti corporativi stabilivano norme su tariffe, misure, qualità dei materiali e sanzioni, confrontandosi con regolamenti municipali come quelli emanati dai Comuni italiani e legislazioni signorili. Vi erano clausole su responsabilità civile nei confronti di committenti come le municipalità di Venezia o gli ordini monastici, e precise norme tecniche riprese da trattati rinascimentali come quelli di Vitrubio e dagli scritti di architetti come Alberti e Serlio. I codici prevedevano metodi di arbitrato che coinvolgevano notabili come i Notai o magistrature cittadine, e sanzioni che potevano arrivare a multe approvate da autorità come il Governo della Repubblica di Venezia.

Formazione e apprendistato

L'apprendistato era formalizzato con giuramenti davanti a testimoni quali notai e consoli delle Arti, simili ai contratti rinvenuti negli archivi di Lucca, Siena e Bologna. I giovani potevano transitare da bottega a bottega e studiare sotto maestri che collaboravano con architetti come Brunelleschi o progettisti militari legati a figure come Vauban. La formazione comprendeva tecniche di muratura, taglio della pietra, uso del piano inclinato e della carrucola, e studio di disegni conservati in biblioteche come la Biblioteca Medicea Laurenziana e gli archivi dell'Archivio di Stato di Firenze.

Attività economiche e tecniche

La Corporazione gestiva appalti per edifici civili e religiosi, opere difensive commissionate da signorie come gli Este e i Gonzaga, e lavori di restauro promossi da Accademie e istituzioni culturali come l'Accademia di Belle Arti di Firenze. I muratori fornirono competenze in cantieri di fortezza come quelli di Piacenza e nelle costruzioni portuali di Napoli; collaborarono con fornitori di materiali quali cave di marmo a Carrara, fornaci di laterizi e fonderie che rifornivano cantieri delle famiglie nobili e delle municipalità di Torino e Palermo.

Influenza culturale e sociale

La Corporazione fu motore di know-how trasmesso tra centri come Roma, Firenze e Venezia e contribuì alla diffusione di stili architettonici rinascimentali, gotici e barocchi, in dialogo con artisti come Donatello, Michelangelo, Giorgio Vasari e Bernini. Socialmente, la Corporazione si intrecciò con confraternite come la Compagnia di San Giovanni e mecenati come i Laurentini, esercitando influenza nelle celebrazioni civiche e nelle opere di beneficenza sponsorizzate da famiglie come i Pazzi e le istituzioni caritative cittadine.

Declino, trasformazioni e eredità

Il declino iniziò con la Rivoluzione Industriale e le riforme legislative che portarono a ordini professionali moderni come il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e all'istituzione di scuole tecniche pubbliche; la perdita di monopolio sulle opere pubbliche accelerò grazie a innovatori come Gustave Eiffel e alla diffusione di materiali nuovi promossi da tecnici come Isambard Kingdom Brunel. Molti statuti corporativi furono sostituiti da normative statali e codici di pratica adottati da istituzioni come i Ministeri locali e le amministrazioni provinciali; l'eredità rimane nelle tecniche costruttive, nelle architetture storiche conservate da enti come i Soprintendenze e negli archivi storici custoditi presso l'Archivio Centrale dello Stato.

Category:Corporazioni medievali italiane Category:Storia dell'architettura Category:Edilizia storica