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| Architettura radicale | |
|---|---|
| Nome | Architettura radicale |
| Periodo | 1960s–1970s |
| Luogo | Milano; Londra; Amsterdam; Firenze; Roma; Napoli |
| Movimenti collegati | Situazionismo; Futurismo; Metabolismo; Movimento Moderno; Arte Povera; Strutturalismo |
| Fondatori | Superstudio; Archizoom; Global Tools; UFO; Studio Alchimia |
| Principali opere | Continua; No-Stop City; Superonda; Potlatch |
Architettura radicale Architettura radicale fu un fenomeno progettuale e culturale sviluppatosi tra gli anni 1960 e 1970 in Italia e in Europa, caratterizzato da sperimentazioni teoriche e pratiche contro le ortodossie del Movimento Moderno e del Piano regolatore. Il movimento intrecciò pratiche di gruppi come Superstudio, Archizoom Associati, Ugo La Pietra, Franco Purini, Gaetano Pesce e collettivi internazionali come Archigram, Global Tools e UFO, promuovendo visioni utopiche, anti-urbanistiche e progettuali radicali. Le sue proposte influenzarono dibattiti su città, architettura, design e arte, coinvolgendo figure accademiche, riviste come Casabella e Domus, e istituzioni espositive come la Biennale di Venezia.
Tra le influenze storiche si contarono riferimenti al Futurismo, al pensiero del Movimento Moderno e alle pratiche critiche del Situazionismo, mentre il contesto politico vedeva conflitti come il Sessantotto e le lotte studentesche risonanti con il dibattito politico italiano su partiti come la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano. Centri chiave furono studi a Milano, Firenze, Roma e città come Londra, Amsterdam e New York City, con scambi attraverso riviste, mostre e conferenze promosse da gallerie come la Galleria Schwarz e istituzioni come il Politecnico di Milano. Eventi internazionali quali la Triennale di Milano e le esposizioni alla Royal College of Art facilitarono il confronto con collettivi come Archigram e autori come Denise Scott Brown, Robert Venturi e Rem Koolhaas.
La pratica radicale ridefinì nozioni come consumo e produzione, confrontando il lavoro di teorici e praticanti come Aldo Rossi, Manfredo Tafuri e Colin Rowe con sperimentazioni progettuali. Concetti chiave includevano anti-urbanesimo, critica della tipologia, immaginario utopico e architettura come progetto sociale: molte proposte si ispirarono a opere di Constant Nieuwenhuys, alle cartografie di Giorgio de Chirico e alle narrazioni spatiali di Italo Calvino. Le teorie attingevano a pratiche interdisciplinari coinvolgendo curatori come Harald Szeemann, filosofi come Michel Foucault e critici come Charles Jencks.
Gruppi e figure centrali includono collettivi italiani come Superstudio, Archizoom Associati, UFO (gruppo), editori e fondatori di riviste come Remo Buti e progettisti come Ettore Sottsass, Gaetano Pesce, Ugo La Pietra e Adriano Olivetti per l'ambito industriale; oltre a influenze estere quali Archigram, Haus-Rucker-Co e individualità come Cedric Price. I network comprendevano partnership con istituzioni accademiche come il Politecnico di Torino e il Royal Institute of British Architects, gallerie come la Galleria Milano e curatori come Germano Celant.
Opere e proposte simboliche includono i lavori concettuali di Superstudio come No-Stop City e la serie Continuous Monument, i progetti di Archizoom Associati come The Continuous Monument e Living Near the Sea, esperimenti di Experimenta e installazioni prodotte per la Triennale di Milano e la Biennale di Venezia. Altri progetti coinvolgono installazioni e oggetti di Gaetano Pesce, sistemi progettuali di Cedric Price e prototipi di Ettore Sottsass esposti presso istituzioni come il Victoria and Albert Museum e il MoMA.
Il movimento fu oggetto di critiche da critici e storici come Manfredo Tafuri e Peter Eisenman, che ne evidenziarono limiti pratici e contraddizioni teoriche, mentre storici dell'architettura come Kenneth Frampton e Joseph Rykwert discussero la relazione tra avanguardia e disciplina accademica. Dibattiti pubblici si svolsero su pagine di riviste come Casabella, Domus e Oppositions, nonché in convegni al Politecnico di Milano e al Royal College of Art, con risposte da parte di politici e amministrazioni locali come quelle di Milano e Firenze.
L'eredità si rintraccia in pratiche contemporanee di studi come quello di Rem Koolhaas e Zaha Hadid, in movimenti di critica urbana collegati a istituzioni come Architectural Association School of Architecture e in esposizioni curate da figure come Hans Ulrich Obrist. Proposte radicali hanno influenzato prodotti di design e architettura digitale, ispirando pratiche in studi come OMA, UNStudio e studi emergenti legati a piattaforme espositive come il Serpentine Galleries e il MAXXI. Musei e archivi, tra cui il Canadian Centre for Architecture e il Fondazione Prada, conservano collezioni e documenti che documentano l'impatto di quei decenni sulla disciplina.
Category:Movimenti architettonici